Interazione Uomo-Animale

“I nostri animali possono essere i nostri più grandi insegnanti nella vita.

corgi learn teacher

Se li osserviamo attentamente e cerchiamo di metterci dalla loro parte, possiamo avere l’opportunità di vedere la vita dalla loro prospettiva.

Il punto di vista dell’uomo non è l’unica via possibile. Possiamo imparare molto se prendiamo in considerazione anche il punto di vista degli altri animali.

Per questo è importante però essere aperti e pronti a voler scoprire e conoscere cose nuove, nuovi concetti, anche l’esperienza è poi fondamentale.

Ci vuole pazienza, motivazione ed entusiasmo a voler capire, conoscere ed esplorare quello che è il modo di comportarsi, agire, vivere degli altri animali.

Anche gli animali imparano tutto il tempo e ci osservano molto attentamente, spesso più di quanto non facciamo noi.

dog observer

Tutte le volte che interagiamo con gli animali, volenti o no, noi trasmettiamo e comunichiamo qualcosa, non lo facciamo solo quando decidiamo consapevolmente di voler “insegnare” o educare.

Spesso infatti può capitare che influenziamo il comportamento degli animali inavvertitamente tramite nostri comportamenti inconsapevoli o stimoli esterni.

Dobbiamo esser consapevoli che nell’interazione tra individui di una specie o di specie differenti avviene sempre una comunicazione e uno scambio di informazioni.

Per questo è necessario che, se vogliamo comunicare e interagire nel miglior modo con i nostri animali, dobbiamo metterci nelle condizioni di voler imparare anche da essi, cercare di capire anche quello che loro vogliono comunicare a noi, in che modo ci comunicano e quali sono le loro caratteristiche”.

By Sara Maffi

dog cat learn

“Gli manca solo la parola…?”

“Gli manca solo la parola…” diciamo spesso riferendoci agli animali, ma è del tutto vero? Dipende in che senso lo intendiamo e possiamo trarre un buono spunto di riflessione leggendo questo estratto dal libro“L’anello di Re Salomone” di Konrad Lorenz.

“Gli animali non possiedono un linguaggio nel vero senso della parola, ma ogni individuo appartenente alle specie superiori, e soprattutto alle specie che vivono in società, possiede fin dalla nascita tutto un codice di segnali e di movimenti espressivi. E innata è tanto la capacità di emettere tali segnali quanto quella di “interpretarli correttamente”, cioè di rispondervi in modo coerente e propizio alla conservazione della specie… …il misterioso apparato trasmittente e ricevente che provvede alla comunicazione inconscia di sentimenti e affetti è molto antico, assai più antico della specie umana, e certamente esso si è andato atrofizzando con l’evolversi del nostro linguaggio verbale. L’uomo non ha bisogno di minimi movimenti che ne svelino le intenzioni per comunicare i suoi umori del momento, perchè può esprimerli con le parole. Gli animali superiori che vivono in società hanno per la comunicazione degli stati d’animo un apparato sia trasmittente sia ricevente assai più elaborato e specializzato di noi uomini, e tutti i suoni coi quali gli animali sono soliti esprimersi, non sono comparabili al nostro linguaggio verbale. Gli animali hanno un apparato trasmittente assai più efficace di quello dell’uomo, e lo stesso si può dire dell’apparato ricevente, che non solo è in grado di distinguere selettivamente un gran numero di segnali, ma anche di captare una energia trasmittente assai inferiore alla nostra. Gli animali sono capaci di cogliere e di interpretare correttamente un numero incredibile di segnali minimi che per l’uomo sono del tutto impercettibili. L’enorme sensibilità di certi animali che colgono movimenti espressivi quasi impercettibili, come ad esempio del cane che percepisce i sentimenti amichevoli o ostili del suo padrone verso un’altra persona, è una cosa veramente straordinaria, e non è quindi strano che l’osservatore ingenuo, portato ad antropomorfizzare, creda che una creatura, capace “perfino” di indovinare dei pensieri così intimi e inespressi, debba a “maggior ragione” comprendere ogni singola parola del suo padrone. A questo proposito si dimentica però che negli animali sociali la capacità di comprendere anche i più lievi movimenti espressivi è così enormemente sviluppata proprio perchè essi non comprendono la parola, proprio perchè non sono in grado di parlare. Tuttavia, un cane che vuole indurvi ad aprire la porta o il rubinetto cerca coscientemente e volontariamente di influenzare il suo amico uomo…il suo comportamento è frutto di apprendimento e dettato da una vera comprensione della situazione in cui si trova. Ogni singolo cane ha metodi diversi per farsi capire dal suo padrone, e anche lo stesso cane per raggiungere questo scopo adotterà sistemi diversi secondo le varie situazioni”. Tratto da “L’anello di Re Salomone” di Konrad Lorenz.

Dopo aver letto questo testo quindi possiamo dire che “la parola” nel senso stretto del termine manca davvero agli animali, essi non possiedono il nostro linguaggio verbale. Tuttavia le specie superiori, e in particolare gli animali sociali, hanno anch’essi i loro sistemi di comunicazione che per certi aspetti possono essere più sviluppati di quelli dell’uomo: sono ad esempio capaci di cogliere e interpretare minimi segnali (espressioni, movimenti, gesti…) che l’uomo non è in grado di percepire.

Gli animali sono quindi in grado di comunicare con noi, anche loro “ci studiano”, cercano di capirci e interpretarci ottenendo spesso risultati che ci sorprendono.

Anche loro  ci osservano e spesso sono in grado di “dirigere” e “manipolare” i nostri comportamenti.

…Come si può dar torto al famoso Bracchetto Snoopy quando ritiene che è lui ad avere addestrato il suo amico Charlie Brown? :)

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