CONOSCI IL TUO CANE?

“Non è cane. Non è lupo. Sa soltanto quello che non è. Se solo capisse quello che è.” – Cit. Dal Film “BALTO”

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E noi sappiamo davvero chi è il nostro cane? Conosciamo quelle che sono le sue caratteristiche che lo distinguono come specie animale diversa dalla nostra? Sappiamo quali sono i suoi bisogni a livello fisiologico e comportamentale? Sappiamo comunicare con lui? Siamo in grado di costruire un buon rapporto e sviluppare un buon legame con lui che durerà per tutta la sua esistenza con noi, nella nostra vita e all’interno della società?

Tante sono, o dovrebbero essere, le domande e le questioni da porsi prima di fare entrare un cane all’interno della nostra esistenza in quanto è solo conoscendo quelle che sono le sue caratteristiche comportamentali, ad esempio i suoi modi di comunicare, e i suoi bisogni a livello fisiologico (ex. di cosa ha bisogno a livello nutritivo, quale ambiente è meglio predisporre per lui ecc.) che possiamo pensare di poter costruire un buon rapporto con lui, garantendogli un buon livello di benessere.

Potrà sembrare strano, ma in realtà, se ci pensiamo bene, ci rendiamo conto che forse, quello che da millenni è stato il primo compagno dell’uomo che ha condiviso la sua esistenza e il suo sviluppo con la specie umana, ovvero il cane, non è ancora del tutto ben conosciuto dal suo compagno umano.

Sono ancora tanti, infatti, gli errori che possiamo commettere quando ci approcciamo a lui e tante sono ancora le cose che restano da chiarire o scoprire riguardo questa specie.

Come detto, il cane è stato il primo animale ad essere stato addomesticato dall’uomo, appartiene alla famiglia dei canidi e, in base agli ultimi studi compiuti, la specie da cui discende è quella del lupo Grigio, Canis lupus (J. Bradshaw, 2011)*.

Il lungo e complesso processo di domesticazione ha però fatto si che il nostro cane domestico, Canis familiaris, si distinguesse molto sotto diversi aspetti, soprattutto a livello di comportamento, dal suo antenato comune.

Per questo quindi, se vogliamo conoscere veramente chi è il nostro cane, il fattore principale da considerare è tutto ciò che è avvenuto durante tutto il processo di domesticazione ed è inoltre utile tenere presente che cane e lupo derivano a loro volta da un’ ampia famiglia, quella dei Canidae, a cui appartengono anche altre specie come sciacalli, coyote ecc. dalle quali possono avere preso diverse caratteristiche.

Il processo di domesticazione ha fatto si che gli attuali cani avessero e sviluppassero nel corso del tempo le caratteristiche che li hanno resi adatti a vivere con la specie umana seguendo il nostro sviluppo e la nostra evoluzione, evolvendosi e modificandosi a loro volta sotto numerosi aspetti: etologici, fisiologici, morfologici (pensiamo ad esempio a tutte le razze che si sono create nel corso del tempo) ecc. Tutto ciò li ha quindi differenziati sotto molti aspetti dai loro antenati e queste differenze spesso emergono principalmente a livello comportamentale.

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Nel corso del tempo il cane ha sviluppato e stabilito un legame con l’uomo. Cane e uomo hanno imparato pian piano a comunicare e a vivere insieme, il cane ci ha accompagnato nel tempo seguendoci e adattandosi di volta in volta ai cambiamenti avvenuti nella nostra società.

Per anni il cane è stato compagno dell’uomo svolgendo anche diverse attività utili all’uomo (ex, cani da pastore, cani da guardia, cani da caccia ecc…) ed è in queste occasioni che spesso l’uomo ha poi avuto modo di selezionare e creare le diverse razze.

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Questo processo di evoluzione delle due specie (cane e uomo) è continuato e continua fino ai giorni nostri. È sempre più in crescita in questi ultimi anni il numero di cani domestici che entrano a fare parte della nostra società, nelle nostre città, nelle nostre case, nelle famiglie e in diverse e nuove attività sociali e di lavoro.

L’attuale contesto sociale dell’uomo ha però avuto nel giro di poco tempo un grande cambiamento, le società sono sempre più tecnologiche e urbanizzate, e i cani si trovano a loro volta di fronte a un ambiente molto diverso da quello cui erano abituati in passato (spesso più rurale e con routine meno frenetiche di quelle che spesso comportano quelle della vita in città).

Cane e uomo, riusciranno anche in questo caso, a portare avanti quella che è stata fino ad oggi la loro lunga convivenza?

Per far si che ciò sia possibile l’uomo dovrà tenere in considerazione tutto ciò di cui ha bisogno il cane, conoscerlo veramente in quelli che sono i suoi aspetti di base e tenere presente quelli che sono i comportamenti tipici della specie per far si che ai cani sia data possibilità di esprimerli e soddisfarli.

Il cane è una specie sociale, ed è proprio questo uno dei fattori che ha fatto si che potesse dividere fin’ ora la sua esistenza con noi. Il cane quindi ha bisogno di poter stare con noi e della nostra presenza il più possibile costante.

Un altro dei bisogni dei cani da non sottovalutare è il bisogno di attività. Non basta dare cibo e riparo al cane per far si che possa vivere bene e in salute. Come detto in precedenza infatti, spesso molte razze attuali si sono selezionate proprio in seguito alle attività in cui i cani collaboravano con l’uomo e le caratteristiche che si sono create nel tempo e che hanno reso i cani adatti per queste attività sono rimaste e le ritroviamo tutt’oggi nei nostri cani. Anche se spesso oggi molte di queste attività umane sono cambiate e ai cani non viene più richiesto di compiere questi ruoli, essi hanno però bisogno comunque di poter esprimere e svolgere quelli che sono i loro comportamenti e le attività per cui si sono evoluti. Potremo quindi cambiare i modi con cui interagire coi nostri cani ma in loro resta comunque il bisogno di soddisfare in qualche modo queste loro esigenze.

Come possiamo vedere quindi questi e tanti altri sono i fattori a cui porre attenzione se vogliamo far si che la nostra convivenza coi cani continui e si mantenga in modo sano e pacifico per entrambi nei nostri contesti urbani, nelle nostre città e nelle nostre case.

Spesso quando ci si accinge a prender un cane con noi, ci si aspetta che sia ubbidiente, educato, che stia dove vogliamo noi e si adatti a quello che facciamo noi. Non è, o non dovrebbe essere, cosí un buon e sereno rapporto di convivenza. Per  poter vivere insieme infatti gli “sforzi” per conoscersi e adattarsi andrebbero fatti da entrambe le parti. Non è solo il cane che deve “obbedire ai nostri ordini”, “capire quello che gli diciamo” o “fare e stare dove vogliamo”. Se vogliamo un rapporto che sia davvero biunivoco e gratificante per entrambi, anche noi dobbiamo “andare incontro” a quelle che sono le esigenze del nostro cane, andare incontro e soddisfare i suoi bisogni. Un vero rapporto biunivoco in cui entrambe le parti sono soddisfatte, non è un rapporto di “dominante” e “dominato/sottomesso” ma un rapporto in cui entrambe le parti riescono a comunicare e soddisfare parallelamente le loro esigenze. Per avere cani che siano felici di vivere e collaborare con noi, rispondere alle nostre richieste e adattarsi alle nostre routine quotidiane, anche noi dovremmo in qualche modo soddisfare e rispettare le loro esigenze.

Per farsi aiutare nella scelta di condividere la vita con un compagno canino, il proprietario può avvalersi del supporto di diverse figure professionali. Ad esempio: veterinari, allevatori, educatori cinofili, istruttori, addestratori, rieducatori, dog-sitter ecc. a seconda dell’ambito per cui ha bisogno. 

Dott.ssa Sara Maffi

*John Bradshaw – “Come diventare il migliore amico del tuo cane”

DOMESTICO, ADDOMESTICATO, SELVATICO & Co…

Oggi parliamo di domesticazione negli animali.

Che cos’è la domesticazione? Cosa si intende per animale domestico? Che differenze ci sono tra i vari termini come animale addomesticato, selvatico ecc.?

Vediamo un po’ di riflettere e dare delle definizioni.

Iniziamo con alcune definizioni di DOMESTICAZIONE:

1) La domesticazione è una condizione in cui l’allevamento, la cura e l’alimentazione degli animali sono più o meno controllati dall’uomo. Una popolazione è resa domestica dalla situazione di cattività e da pratiche di allevamento (Bokony, 1969; Hale, 1969; Clutton-Brock, 1977).

 2) La domesticazione è un processo evolutivo che implica un adattamento genotipico ad una situazione di cattività (Price e King, 1968).

3) La domesticazione è un processo attraverso il quale una popolazione animale  si adatta all’uomo ed ad una situazione di cattività attraverso una serie di modificazioni genetiche che avvengono nel corso di generazioni e attraverso una serie di eventi di adattamento prodotti dall’ambiente e ripetuti per generazioni (Price, 1984).

Cosa  intendiamo invece per:

ANIMALI SELVATICI:

Animali che vivono in libertà nel loro ambiente naturale senza essere influenzati dall’uomo.

ANIMALI AMMANSITI:

Sono animali che, attraverso l’esperienza, hanno imparato a non avere paura dell’uomo e riconoscono l’ uomo come una fonte di protezione e di cibo. Non sono direttamente controllati, ossia non vengono allevati dall’ uomo e sono ancora sotto la selezione naturale.

ANIMALI ADDOMESTICATI:

Quegli animali resi più o meno docili e trattabili dall’uomo che sono direttamente gestiti, ossia vengono allevati dall’uomo. La loro riproduzione però non è controllata dall’uomo ma dipende ancora dalla selezione naturale.

Possiamo quindi notare che, ciò che distingue e fa sì che una specie animale possa essere considerata DOMESTICA, è la SELEZIONE ARTIFICIALE operata dall’uomo. L’uomo interviene direttamente e controlla la RIPRODUZIONE di questi animali.

In questo modo gli animali DOMESTICI hanno sviluppato determinate caratteristiche morfologiche, fisiologiche, comportamentali e genetiche per le quali differiscono dai loro progenitori selvatici.

“Domestication is more than Taming” = La domesticazione è più dell’addomesticamento (Darwin, 1859 e 1868)

La DOMESTICAZIONE è quindi un PROCESSO EVOLUTIVO GRADUALE che è difficile da misurare. Può essere considerata come il risultato di un ADATTAMENTO ossia quel “Processo di cambiamenti che di generazione in generazione porta gli organismi ad adottare meccanismi morfologici, fisiologici e comportamentali idonei per la sopravvivenza e la riproduzione” (Mainardi, 1992). Se questi cambiamenti sono ereditabili, si può parlare di ADATTAMENTO EVOLUTIVO.

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Si possono prendere in considerazione delle CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI che rendono una specie più PREDISPOSTA ad essere resa domestica:

socialità elevata, con ordine gerarchico: ossia quelle specie che vivono in gruppi e tendono a formare delle gerarchie sociali al loro intero.

Imprinting e impregnazione: la caratteristica di quegli animali che, se vengono a contatto con l’uomo nelle loro prime fasi di vita, tendono a sviluppare maggior confidenza nei confronti di esso mostrando quindi meno fenomeni di aggressività o paura.

promiscuità sessuale: quelle specie i cui maschi e femmine non hanno difficoltà a vivere in gruppo.

bassa o scarsa territorialità.

alimentazione non specializzata (onnivora o vegetariana): specie quindi che riescono ad adattarsi a un’alimentazione fornita dall’uomo o che non entrano in competizione con le fonti di nutrimento dell’uomo.

adattabilità ad ambienti diversi: sono di conseguenza portati a soffrire meno stress dato da nuove condizioni di vita per loro non naturali e si adattano più facilmente alla nuova situazione.

-buona indole: specie non troppo paurose (breve distanza di fuga dall’uomo) e specie non tendenti all’aggressività.

-agilità limitata: permette all’uomo di avere un maggiore controllo dei soggetti.

precocità: quelle specie il cui intervallo tra generazioni è contenuto. In questo modo la selezione artificiale può agire più velocemente.

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Le specie animali che sono state DOMESTICATE dall’uomo appartengono tutte a due classi:

MAMMIFERI: artiodattili, perissodattili, roditori e lagomorfi

UCCELLI: anseriformi, colombiformi e galliformi

 Alcune tra le principali specie domestiche:

-CANE (Canis familiaris)14.000-12.000 a.C. Nord America, Europa, Asia

-CAPRINI (Capra aegagus) 8000 a.C. Medio Oriente

-OVINI (Ovis orientalis) 7200 a.C. Medio Oriente, Sud-est Europa

-BOVINI (Bos primigenius) 7000 a.C. Grecia-Turchia (Europa), Iran

-SUINI (S.s. cristatus, S.s. vittatus) 7000 a.C. Asia, Europa

-EQUINI (Tarpan, Przewalski) 4000-2500 a.C. Ucraina, Cina, Asia Centrale

-GATTO(Felis libica, F. silvestris) 3000-2000 a.C. Africa (Egitto), poi Europa

-POLLI (Gallus gallus) 2000 a.C. Asia

-CONIGLIO (Oryctolagus cuniculus) 100 a.C. Europa (Italia)

-CERVI (Cervus elaphus) 2000 d.C. Nuova Zelanda, Europa(Scozia)

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

“Introduzione all’etologia” – Klaus Immelmann

“On the Origins of species by means of Natural Selection” – Darwin, 1859

“The Variation of Animals and Plants under Domestication” – Darwin, 1868

“Man-made dogs” –  Clutton-Brock, 1977

“Behavioral aspects of animal domestication” –  Price E.O., 1984

“Domestication and adaptation” –  Price E.O., King J.A., 1968

“Domestication and the evolution of behavior” –  Hale E.B., 1969

“Archaeological problems of recognizing animal domestication” – Bokonyi S., 1969

“Dizionario di etologia” – D. Mainardi, 1992

 

Dott.ssa Sara Maffi

Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali

Specializzata in Interazione Uomo-Animale

UN PET IN FAMIGLIA

“Manuale del perfetto proprietario”

http://t.co/C9SOph663O

Chi vorrebbe un manuale così?

Un po’ come pensare a un “Manuale del perfetto genitore”…Sarebbe utile?

Magari in tanti nei momenti di crisi, nei casi di “aiuto, e ora cosa faccio?”, si sono trovati a pensare: “magari esistesse un “Manuale d’istruzioni” !

Il fatto è però che in questi ambiti penso non esistano (e per fortuna forse, mi viene da dire) delle regole giuste o sbagliate a priori.

Ci possono essere indicazioni generiche, consigli, informazioni ma non credo sia possibile avere un prontuario a portata di mano che ci dica come agire di volta in volta: che brutto sarebbe poi!

“Il mondo è bello perché è vario”, no? Dice un comune proverbio.

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Quando prendiamo la decisione di far entrare nella nostra vita un altro animale, dobbiamo però essere consapevoli che ci prendiamo la responsabilità di andare ad influenzare la vita di un essere vivente che come noi è unico e prova sentimenti ed emozioni proprie. All’interno delle diverse specie animali ci sono delle caratteristiche tipiche che le contraddistinguono, comportamenti specifici (i cosiddetti “etogrammi”) e bisogni particolari.

Un buon proprietario dev’ esser consapevole dei bisogni, delle esigenze e delle caratteristiche del cane o gatto che andrà ad adottare per poter garantire al meglio il benessere del suo nuovo amico e stabilire così un corretto rapporto con esso.

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Non basterà garantirgli una buona accoglienza all’arrivo; dal momento in cui il nostro beniamino entra nella nostre vite, ci influenzeremo a vicenda e il legame si evolverà continuamente nel tempo. Dobbiamo garantirgli una corretta alimentazione, mettergli a disposizione un ambiente confortevole con spazi adeguati in cui vivere, permettergli di esprimere quelli che sono i comportamenti specifici della sua specie, prestargli le necessarie cure a livello veterinario ecc.

Possiamo in caso di bisogno rivolgerci a figure professionali apposite: veterinari, educatori, esperti di comportamento, specialisti a livello di alimentazione e così via, stando attenti nella scelta e consultandoci nel caso con persone di fiducia.

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“Un Pet è per sempre” direi… Stabiliremo e costruiremo con lui un legame che, se ben gestito, ci regalerà tante belle esperienze ed emozioni, sia nei momenti positivi che in quelli brutti della vita.

Credo che gli animali possano essere davvero una ricchezza, sta a noi a far si che possano esserlo nel migliore dei modi.

Dott.ssa Sara Maffi
Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali
Specializzata in Interazione Uomo-Animale

“Umanizzare” gli animali non umani

Negli articoli precedenti ho già parlato della tendenza che abbiamo spesso noi umani nell’ “antropomorfizzare” gli altri animali, ossia di attribuire ad essi caratteristiche, qualità, pensieri e sentimenti che appartengono a noi.

Come già detto, questa tendenza non è positiva quando ci approcciamo con gli altri animali, in quanto ci limita nella nostra interazione con loro, non ci permette di osservarli, conoscerli e capirli in modo oggettivo.

Spesso poi l’ “umanizzazione” degli animali viene fatta quando si vedono animali che sembrano mostrare comportamenti simili a quelli dell’uomo in contesti positivi, “eroici”, “meritevoli”; quando sembra che gli altri animali mostrino intelligenza spiccata, capacità caritatevoli ed empatiche esagerate ecc.  Come se fosse questo quello che conta per poter far si che gli animali vengano considerati degni della nostra attenzione e del nostro rispetto.

Gli studi sulla coscienza, sull’empatia, sulla capacità di mostrare sentimenti ecc. da parte degli animali non umani, sono tutt’ora in atto e in continuo aggiornamento e sviluppo, anche per quanto riguarda l’uomo. Spesso mancano ancora risposte certe a riguardo in quanto questo è un campo di studio molto complicato, in cui è difficile fare esperimenti e avere dati.

Molti animali non umani sono stati riconosciuti come esseri senzienti, provano anch’essi emozioni e hanno anche loro diverse forme di intelligenza. Questo però non deve portare a farsi  fuorviare facendo paragoni errati con l’uomo.

Mancano ancora poi prove concrete nell’ambito di altre caratteristiche e capacità: su che tipo di sentimenti provino, sulla consapevolezza che hanno o meno di sé e degli altri ecc. Gli studi, come detto, sono in corso. Nel frattempo si possono fare ipotesi, osservazioni, esprimere idee e opinioni, stando però attenti a non farci “ingannare” da quella che sappiamo sembra spesso essere la nostra tendenza a voler proiettare sugli altri animali i nostri sentimenti, pensieri, emozioni.

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“La più alta forma di intelligenza umana è la capacità di osservare senza giudicare”-Jiddu Krishnamurti

Non dobbiamo per forza voler trovare doti o qualità positive dell’uomo negli altri animali per far si che questi vengano considerati degni del nostro rispetto. Tutti gli animali contano, sono unici e speciali e devono essere rispettati al di là di quelle che possono essere le loro doti, qualità, caratteristiche ecc.

Spesso poi si tende a considerare l’intelligenza come uno dei parametri importanti per vedere se un’altra specie animale possa essere degna o meno della  nostra considerazione.

Tutti gli animali invece dovrebbero contare ed essere degni del nostro interesse al di là di quanto   possano essere più o meno intelligenti.

Ogni specie animale è unica, ognuna con proprie caratteristiche. Se si osservano le varie specie in modo distinto ed oggettivo si può poi cercare di capire e mettere a confronto le varie specie per trovare le diverse possibili somiglianze e differenze tra esse.

Il fatto che un altro animale, un’altra specie abbia o no caratteristiche che nell’uomo vengono considerate positive, non ce li deve far considerare meno degni di interesse, anzi: spesso gli altri animali hanno abilità e capacità molto più sviluppate o che mancano proprio nell’uomo. Anche le altre specie hanno doti positive che l’uomo invece non ha, utilizzano in modo diverso i 5 sensi e spesso capita che abbiano capacità molto sviluppate in un certo ambito (ad esempio la capacità di percepire gli ultrasuoni da parte dei  pipistrelli, l’olfatto molto sviluppato e sofisticato del cane, la “Danza” che fanno le api come segnale di comunicazione per segnalare all’ alveare la presenza di cibo e altre capacità che ci fanno rimanere spesso affascinati).

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Come possiamo vedere quindi gli animali hanno molto da mostrarci e insegnarci se impariamo ad osservarli e conoscerli attentamente nel modo più oggettivo possibile.

Non è necessario voler a tutti i costi vedere quelle che possono essere o meno forme di intelligenza, moralità, spirito di compassione e altre capacità e caratteristiche umane che ci distinguono come ad esempio il linguaggio verbale. Per ora tutto ciò non ci è ancora dato sapere in modo certo, chissà che col tempo riusciremo a scoprire, chiarire e provare qualcosa in più anche per gli altri animali.

L’uomo ha di certo avuto uno sviluppo evolutivo molto marcato in confronto a quello che hanno avuto le altre specie, ma non per questo quindi gli altri animali possono essere considerati “inferiori” o meno degni di rispetto o considerazione, anzi.

Tante specie animali sono state domesticate da tempo e vivono a stretto contatto con l’uomo, tanto che non solo loro spesso non vivrebbero più o farebbero fatica a vivere senza di noi, ma anche noi stessi, e forse ancora di più che loro, non riusciremmo più a vivere o stare senza di essi.

Pensiamo ad esempio a tutti gli animali che ci accompagnano nelle nostre attività quotidiane, da quelli da compagnia a quelli che vengono usati nelle attività sportive e lavorative (salvataggio, forze dell’ordine ecc).

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Tutti gli animali quindi sono importanti, non in base a quanto possano avere o meno in comune con l’uomo, ma in quanto esseri viventi come l’uomo che, in quanto tali contribuiscono alla vita sul nostro pianeta.

Se impariamo a conoscerli e a cogliere le loro doti particolari, potremo vedere che hanno molto da insegnarci, farci conoscere, scoprire e imparare.

Per far questo possiamo sfruttare un elemento molto importante presente sia nell’uomo che in molti altri animali, ossia la curiosità, quella “forza” che ci spinge a voler esplorare ciò che ci circonda, a voler scoprire, conoscere e apprendere cose nuove. Dobbiamo quindi “aprire le nostre menti”, liberarci da pregiudizi e preconcetti ed esser pronti a conoscere cose nuove, nuove idee, nuove ipotesi, teorie, concetti, interpretazioni ecc.

È importante quindi non fermarsi alle apparenze ma andare a informarsi, interagire e comunicare tra di noi e soprattutto, se davvero li vogliamo conoscere, la cosa fondamentale è poter vivere in prima persona nuove esperienze a contatto con gli altri animali, imparando a osservarli e a interagire con loro.

 
Dott.ssa Sara Maffi
Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali
Specializzata in Interazione Uomo-Animale

 

 

Dog VS Cat

Cane e Gatto a confronto

“Il rapporto tra uomo e gatto è stato assai diverso da quello tra uomo e cane. Gatto e cane hanno mantenuto molti aspetti della loro vita selvatica. In natura il primo è solitamente un cacciatore solitario, e per lo più è attivo di notte. Il secondo allo stato libero è un animale sociale, lavora in gruppo ed è attivo tra l’alba e il tramonto. Il suo bisogno di socializzazione è tale che senza un padrone o una famiglia sembra infelice, quasi perduto. Un cane, se si sente solo e ha voglia di stare in compagnia o di giocare, è capace di intromettersi nelle attività di un umano. I gatti, al contrario, spesso durante il giorno non si fanno vedere, e sembra che si facciano vivi solo alla sera, specialmente  se è quella l’ora in cui si dà loro mangiare. Può capitare che un gatto interagisca o giochi con un essere umano, ma il suo interesse è limitato. Di solito dopo qualche minuto abbandona il gioco e se ne va. Il cane invece si impegna (per esempio a riportare una palla) anche per delle ore, e normalmente è l’uomo il primo a voler smettere. Anche quei comportamenti che noi interpretiamo come segni di affetto o socievolezza felina, quali l’abitudine di strofinarsi contro le gambe del padrone, non sono fatti con l’intenzione di socializzare. I gatti hanno alcune ghiandole odorifere particolari, localizzate presso le tempie, l’apertura della bocca e la base della coda. Una parte del loro rituale di pulizia consiste nello spargere questi odori su tutto il corpo. Quando il gatto si strofina contro la nostra gamba ci sta segnando con il suo odore, come a dichiarare che facciamo parte del suo territorio e dei suoi possedimenti”. – Tratto da “Cani e Padroni” di Stanley Coren

 Un po’ di Humor 😀

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…Tornando “seri”, riflettiamo:

Dopo aver letto la citazione scritta sopra, direi: “A ognuno il suo COMPORTAMENTO!” … Siamo abituati a vedere cane e gatto come i nostri animali domestici che fanno parte della vita di tutti i giorni di molte persone, senza magari pensare però che in passato queste specie hanno invece avuto sviluppi ed esistenze diverse spesso determinanti su quelle che sono oggi le loro caratteristiche sia fisiologiche che comportamentali.

Leggendo questo confronto diretto quindi può essere utile riflettere sul fatto che ogni animale ha caratteristiche comportamentali diverse, a volte simili a volte contrapposte.

È perciò importante quando ci si relaziona con gli animali, conoscere quelle che sono le caratteristiche proprie della specie: Etologia e Psicologia Comparata possono aiutare in questo. Mettere a confronto specie diverse può essere interessante per  conoscere maggiormente i nostri amici animali, capire quelle che sono le dinamiche dei loro comportamenti…

A questo proposito si possono considerare le 4 domande del famoso etologo Niko Tinbergen:

1) Qual è la CAUSA di un certo comportamento? Da quali FATTORI è stato CAUSATO?

2) Qual è la FUNZIONE di un comportamento? (Significato FUNZIONALE, ADATTATIVO o “di sopravvivenza”)

3) Come si è SVILUPPATO/ cambiato nel corso della vita di un individuo? (ONTOGENESI)

4) Come si è EVOLUTO nel corso della vita degli individui di una certa specie? (FILOGENESI)

Se vogliamo conoscere e comprendere meglio gli animali è importante prestare attenzione a quelle che sono le caratteristiche proprie di ognuno, sia a livello di individuo che di specie.

Possiamo chiederci in generale: ”Perché fanno così?”

…Parola chiave quindi: OSSERVARE! 😉

By Sara Maffi