CONOSCI IL TUO CANE?

“Non è cane. Non è lupo. Sa soltanto quello che non è. Se solo capisse quello che è.” – Cit. Dal Film “BALTO”

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E noi sappiamo davvero chi è il nostro cane? Conosciamo quelle che sono le sue caratteristiche che lo distinguono come specie animale diversa dalla nostra? Sappiamo quali sono i suoi bisogni a livello fisiologico e comportamentale? Sappiamo comunicare con lui? Siamo in grado di costruire un buon rapporto e sviluppare un buon legame con lui che durerà per tutta la sua esistenza con noi, nella nostra vita e all’interno della società?

Tante sono, o dovrebbero essere, le domande e le questioni da porsi prima di fare entrare un cane all’interno della nostra esistenza in quanto è solo conoscendo quelle che sono le sue caratteristiche comportamentali, ad esempio i suoi modi di comunicare, e i suoi bisogni a livello fisiologico (ex. di cosa ha bisogno a livello nutritivo, quale ambiente è meglio predisporre per lui ecc.) che possiamo pensare di poter costruire un buon rapporto con lui, garantendogli un buon livello di benessere.

Potrà sembrare strano, ma in realtà, se ci pensiamo bene, ci rendiamo conto che forse, quello che da millenni è stato il primo compagno dell’uomo che ha condiviso la sua esistenza e il suo sviluppo con la specie umana, ovvero il cane, non è ancora del tutto ben conosciuto dal suo compagno umano.

Sono ancora tanti, infatti, gli errori che possiamo commettere quando ci approcciamo a lui e tante sono ancora le cose che restano da chiarire o scoprire riguardo questa specie.

Come detto, il cane è stato il primo animale ad essere stato addomesticato dall’uomo, appartiene alla famiglia dei canidi e, in base agli ultimi studi compiuti, la specie da cui discende è quella del lupo Grigio, Canis lupus (J. Bradshaw, 2011)*.

Il lungo e complesso processo di domesticazione ha però fatto si che il nostro cane domestico, Canis familiaris, si distinguesse molto sotto diversi aspetti, soprattutto a livello di comportamento, dal suo antenato comune.

Per questo quindi, se vogliamo conoscere veramente chi è il nostro cane, il fattore principale da considerare è tutto ciò che è avvenuto durante tutto il processo di domesticazione ed è inoltre utile tenere presente che cane e lupo derivano a loro volta da un’ ampia famiglia, quella dei Canidae, a cui appartengono anche altre specie come sciacalli, coyote ecc. dalle quali possono avere preso diverse caratteristiche.

Il processo di domesticazione ha fatto si che gli attuali cani avessero e sviluppassero nel corso del tempo le caratteristiche che li hanno resi adatti a vivere con la specie umana seguendo il nostro sviluppo e la nostra evoluzione, evolvendosi e modificandosi a loro volta sotto numerosi aspetti: etologici, fisiologici, morfologici (pensiamo ad esempio a tutte le razze che si sono create nel corso del tempo) ecc. Tutto ciò li ha quindi differenziati sotto molti aspetti dai loro antenati e queste differenze spesso emergono principalmente a livello comportamentale.

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Nel corso del tempo il cane ha sviluppato e stabilito un legame con l’uomo. Cane e uomo hanno imparato pian piano a comunicare e a vivere insieme, il cane ci ha accompagnato nel tempo seguendoci e adattandosi di volta in volta ai cambiamenti avvenuti nella nostra società.

Per anni il cane è stato compagno dell’uomo svolgendo anche diverse attività utili all’uomo (ex, cani da pastore, cani da guardia, cani da caccia ecc…) ed è in queste occasioni che spesso l’uomo ha poi avuto modo di selezionare e creare le diverse razze.

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Questo processo di evoluzione delle due specie (cane e uomo) è continuato e continua fino ai giorni nostri. È sempre più in crescita in questi ultimi anni il numero di cani domestici che entrano a fare parte della nostra società, nelle nostre città, nelle nostre case, nelle famiglie e in diverse e nuove attività sociali e di lavoro.

L’attuale contesto sociale dell’uomo ha però avuto nel giro di poco tempo un grande cambiamento, le società sono sempre più tecnologiche e urbanizzate, e i cani si trovano a loro volta di fronte a un ambiente molto diverso da quello cui erano abituati in passato (spesso più rurale e con routine meno frenetiche di quelle che spesso comportano quelle della vita in città).

Cane e uomo, riusciranno anche in questo caso, a portare avanti quella che è stata fino ad oggi la loro lunga convivenza?

Per far si che ciò sia possibile l’uomo dovrà tenere in considerazione tutto ciò di cui ha bisogno il cane, conoscerlo veramente in quelli che sono i suoi aspetti di base e tenere presente quelli che sono i comportamenti tipici della specie per far si che ai cani sia data possibilità di esprimerli e soddisfarli.

Il cane è una specie sociale, ed è proprio questo uno dei fattori che ha fatto si che potesse dividere fin’ ora la sua esistenza con noi. Il cane quindi ha bisogno di poter stare con noi e della nostra presenza il più possibile costante.

Un altro dei bisogni dei cani da non sottovalutare è il bisogno di attività. Non basta dare cibo e riparo al cane per far si che possa vivere bene e in salute. Come detto in precedenza infatti, spesso molte razze attuali si sono selezionate proprio in seguito alle attività in cui i cani collaboravano con l’uomo e le caratteristiche che si sono create nel tempo e che hanno reso i cani adatti per queste attività sono rimaste e le ritroviamo tutt’oggi nei nostri cani. Anche se spesso oggi molte di queste attività umane sono cambiate e ai cani non viene più richiesto di compiere questi ruoli, essi hanno però bisogno comunque di poter esprimere e svolgere quelli che sono i loro comportamenti e le attività per cui si sono evoluti. Potremo quindi cambiare i modi con cui interagire coi nostri cani ma in loro resta comunque il bisogno di soddisfare in qualche modo queste loro esigenze.

Come possiamo vedere quindi questi e tanti altri sono i fattori a cui porre attenzione se vogliamo far si che la nostra convivenza coi cani continui e si mantenga in modo sano e pacifico per entrambi nei nostri contesti urbani, nelle nostre città e nelle nostre case.

Spesso quando ci si accinge a prender un cane con noi, ci si aspetta che sia ubbidiente, educato, che stia dove vogliamo noi e si adatti a quello che facciamo noi. Non è, o non dovrebbe essere, cosí un buon e sereno rapporto di convivenza. Per  poter vivere insieme infatti gli “sforzi” per conoscersi e adattarsi andrebbero fatti da entrambe le parti. Non è solo il cane che deve “obbedire ai nostri ordini”, “capire quello che gli diciamo” o “fare e stare dove vogliamo”. Se vogliamo un rapporto che sia davvero biunivoco e gratificante per entrambi, anche noi dobbiamo “andare incontro” a quelle che sono le esigenze del nostro cane, andare incontro e soddisfare i suoi bisogni. Un vero rapporto biunivoco in cui entrambe le parti sono soddisfatte, non è un rapporto di “dominante” e “dominato/sottomesso” ma un rapporto in cui entrambe le parti riescono a comunicare e soddisfare parallelamente le loro esigenze. Per avere cani che siano felici di vivere e collaborare con noi, rispondere alle nostre richieste e adattarsi alle nostre routine quotidiane, anche noi dovremmo in qualche modo soddisfare e rispettare le loro esigenze.

Per farsi aiutare nella scelta di condividere la vita con un compagno canino, il proprietario può avvalersi del supporto di diverse figure professionali. Ad esempio: veterinari, allevatori, educatori cinofili, istruttori, addestratori, rieducatori, dog-sitter ecc. a seconda dell’ambito per cui ha bisogno. 

Dott.ssa Sara Maffi

*John Bradshaw – “Come diventare il migliore amico del tuo cane”

UN PET IN FAMIGLIA

“Manuale del perfetto proprietario”

http://t.co/C9SOph663O

Chi vorrebbe un manuale così?

Un po’ come pensare a un “Manuale del perfetto genitore”…Sarebbe utile?

Magari in tanti nei momenti di crisi, nei casi di “aiuto, e ora cosa faccio?”, si sono trovati a pensare: “magari esistesse un “Manuale d’istruzioni” !

Il fatto è però che in questi ambiti penso non esistano (e per fortuna forse, mi viene da dire) delle regole giuste o sbagliate a priori.

Ci possono essere indicazioni generiche, consigli, informazioni ma non credo sia possibile avere un prontuario a portata di mano che ci dica come agire di volta in volta: che brutto sarebbe poi!

“Il mondo è bello perché è vario”, no? Dice un comune proverbio.

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Quando prendiamo la decisione di far entrare nella nostra vita un altro animale, dobbiamo però essere consapevoli che ci prendiamo la responsabilità di andare ad influenzare la vita di un essere vivente che come noi è unico e prova sentimenti ed emozioni proprie. All’interno delle diverse specie animali ci sono delle caratteristiche tipiche che le contraddistinguono, comportamenti specifici (i cosiddetti “etogrammi”) e bisogni particolari.

Un buon proprietario dev’ esser consapevole dei bisogni, delle esigenze e delle caratteristiche del cane o gatto che andrà ad adottare per poter garantire al meglio il benessere del suo nuovo amico e stabilire così un corretto rapporto con esso.

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Non basterà garantirgli una buona accoglienza all’arrivo; dal momento in cui il nostro beniamino entra nella nostre vite, ci influenzeremo a vicenda e il legame si evolverà continuamente nel tempo. Dobbiamo garantirgli una corretta alimentazione, mettergli a disposizione un ambiente confortevole con spazi adeguati in cui vivere, permettergli di esprimere quelli che sono i comportamenti specifici della sua specie, prestargli le necessarie cure a livello veterinario ecc.

Possiamo in caso di bisogno rivolgerci a figure professionali apposite: veterinari, educatori, esperti di comportamento, specialisti a livello di alimentazione e così via, stando attenti nella scelta e consultandoci nel caso con persone di fiducia.

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“Un Pet è per sempre” direi… Stabiliremo e costruiremo con lui un legame che, se ben gestito, ci regalerà tante belle esperienze ed emozioni, sia nei momenti positivi che in quelli brutti della vita.

Credo che gli animali possano essere davvero una ricchezza, sta a noi a far si che possano esserlo nel migliore dei modi.

Dott.ssa Sara Maffi
Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali
Specializzata in Interazione Uomo-Animale

Siamo Tutti Animali: Comunicare, Capire, Ascoltare…

“Lots of people talk to animals… Not very many listen though…that’s the problem” ― Benjamin Hoff, “The Tao Of Pooh”

“Tante persone parlano agli animali… Non così tante però stanno ad ascoltare… È questo il problema”. – Traduzione citazione di Benjamin Hoff, “The Tao Of Pooh”

LingueComunicazione

Come scrive Danilo Mainardi nel libro “L’ uomo, i libri e altri animali. Dialogo tra un etologo e un letterato” scritto in collaborazione con Remo Ceserani, “Il mondo vivente produce messaggi entro la specie e tra le specie”, secondo l’ottica evolutiva di Darwin e quella sistematica di Linneo, l’uomo e gli altri animali sono tutti legati da una parentela. Si ha comunicazione a tutti i livelli: anche la natura produce messaggi, biocomunicazione, e si ha un’ estensione dei fenomeni comunicativi naturali a tutte le specie animali.

Specie

“Ogni specie e ogni individuo animale comunica a livelli differenti e si ha così uno scambio di messaggi tra tutti gli esseri viventi.
Ogni specie usa però linguaggi e modi di comunicazione differenti ed è importante quindi che, se gli uomini vogliono capire quello che gli altri animali ci vogliono comunicare, imparino ad ascoltarli veramente, osservando attentamente il loro comportamento.
È importante cercare di entrare in “empatia” con gli altri animali evitando di trasferire quelli che sono i nostri modi, pensieri e sentimenti su di essi.
È in questo modo che si può stabilire un rapporto costruttivo con gli altri animali.
Abbiamo tanto da imparare ancora sulle altre specie animali e la natura, ma anche sulla nostra specie stessa.
Imparando ad ascoltare maggiormente gli altri forse impariamo anche a conoscere meglio noi stessi”. By Sara Maffi
 SpecieAnimali

 

 

“A ciascuno il suo… cane!”

http://www.justdog.it/blog/220/a-ciascuno-il-suo-cane.aspx

A ciascuno il suo… cane!

La scelta di un cane non è semplice: è necessario prestare attenzione e non sottovalutare alcuni aspetti importanti, tra cui l’intelligenza dell’animale stesso

di Dottoressa Sara Maffi
pubblicato su http://www.justdog.it/  venerdì 02 maggio 2014

Quando si prende la decisione di far entrare nella propria vita un cane, che sia all’ interno di un nucleo famigliare o come singolo individuo, è importante valutare attentamente le caratteristiche del quadrupede, per far sì che ci sia un equilibrio con le esigenze dei futuri proprietari.
È importante che il temperamentoil livello di attività, le caratteristiche di razza dell’animale siano adatte allo stile di vita e alle esigenze del proprietario o della famiglia in cui andrà ad abitare.

Se si cerca un cane per poter partecipare a gare di obbedienza, Agility o altre competizioni e attività cinofile, bisognerà prendere in considerazione certi parametri; se si vuole un cane che svolga un compito preciso come cacciarefare la guardia o proteggere il gregge, si dovrà far attenzione ad altri elementi; se si desidera un cane da accogliere semplicemente come animale da compagnia, andranno tenute in considerazione anche in questo caso una serie di caratteristiche che l’amico a quattro zampe dovrà possedere.
La scelta di un cane da compagnia infatti, non è così semplice come può all’apparenza sembrare. È necessario prestare attenzione e non sottovalutare alcuni aspetti importanti delle caratteristiche del nostro futuro compagno.
A questo proposito, c’è un elemento importante da non sottovalutare, ossia l’intelligenza del cane.
Al riguardo ho trovato un buono spunto di riflessione in un capitolo del libro “L’intelligenza dei cani” di Stanley Corey, in cui l’autore chiede ai suoi lettori: “Volete veramente un cane intelligente?”.

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Come spiega approfonditamente l’autore del libro, ci sono diversi tipi di intelligenza: ubbiditivalavorativaistintiva.

Parlando di intelligenza in generale, Corey riporta la scoperta fatta dagli psicologi tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in cui si è notato che spesso per molti mestieri avere un’intelligenza elevata costituisce un ostacolo, soprattutto per quanto riguarda lavori ripetitivi e con ritmi lenti di attività. 

Questo viene spiegato col fatto che gli individui con un’intelligenza generale superiore hanno bisogno di stimolisfide e attività variate, altrimenti si annoiano e diventano negligenti, frustrati e infelici. 
Al contrario, i soggetti meno brillanti hanno bisogno di meno sfide e variabilità e si adattano più facilmente alla routine traendo appagamento dal lavoro che riescono a svolgere, risultando così i più produttivi.

Questo discorso può essere fatto anche nel caso dei cani: come gli esseri umani, i cani più intelligenti riescono peggio in circostanze in cui animali meno dotati eccellono.

Per questo, quindi, è importante far coincidere le caratteristiche del cane con le esigenze del proprietario o del nucleo famigliare.
Un cane con un’elevata capacità di apprendimento impara più facilmente le cose che riguardano il suo ambiente e crea velocemente associazioni tra gli stimoli che si trova ad affrontare. È più veloce e attivo ad assimilare la routine domestica in cui viene posto e spesso riesce ad anticipare determinati eventi. 
Un cane più intelligente è più reattivo e pronto ad imparare, ma non per questo è più facile da addestrare e gestire… anzi! A tal proposito, Corey riporta nel capitolo una serie di esempi ed esperienze su cui riflettere.
Un cane meno intelligente sarà invece meno reattivo, non andrà alla ricerca di troppi stimoli o novità, preferirà starsene maggiormente tranquillo e sarà meno portato a fare associazioni o previsioni, ma non per questo sarà più difficile da addestrare o meno portato ad imparare.

Anche l’ambiente, il tempo che ognuno avrà da dedicare al nuovo compagno, gli stimoli e le attività a cui il soggetto verrà sottoposto sono elementi che vanno tenuti in considerazione per decidere se si è più adatti ad ospitare un cane più intelligente oppure uno meno dotato.
Se si è alla ricerca di nuove attività e stimoli, se si ha molto tempo e desiderio di nuove esperienze, un cane intelligente saprà di certo come metterci alla prova.
Se al contrario si desidera un compagno che arricchisca semplicemente il nostro focolare domestico, che porti affetto e compagnia in casa, senza avere la necessità che sia un campione di prodezze e di inventiva, sempre alla ricerca di qualcosa da combinare, allora un cane meno dotato che rimane appagato nelle piccole abitudini di un ambiente tranquillo e confortevole può essere quello che fa al caso nostro.

Questi, ovviamente, vogliono essere solo degli spunti e delle riflessioni, utili da considerare quando si è di fronte alla scelta del nuovo amico da adottare. 
Quando ci si trova poi a valutare i singoli casi, le variabili e le casistiche saranno più complesse: non ci saranno regole generali e non per tutti varranno le stesse cose.
Chi si prende la responsabilità di accogliere nella propria vita un cane, è importante che sappia e consideri bene che quello che cerca e che desidererebbe nel nuovo compagno andrà relazionato ed eventualmente adattato alle proprie caratteristiche personali e alle esigenze dei membri della famiglia. 


BIBLIOGRAFIA

  • L’intelligenza dei Cani, Stanley Coren, 1996, Mondadori Editore. 

“Lo stress nel cane: un argomento importante su cui indagare”

http://www.justdog.it/blog/219/lo-stress-nel-cane-un-argomento-importante-su-cui-indagare.aspx

Lo stress nel cane: un argomento importante su cui indagare

Avere una buona conoscenza dello stato di stress nel nostro cane ci permette di tutelare la sua salute

di Dottoressa Sara Maffi

pubblicato su http://www.justdog.it/  giovedì 17 aprile 2014

Capita spesso di sentire parlare di stress, sia per quanto riguarda gli umani che gli animali. 

Volendo dare una breve definizione, si può dire che lo stress è quel meccanismo che consente agli individui di reagire rapidamente ad un evento che cambia il loro stato omeostatico, ossia il loro equilibrio interno.

È una risposta fisiologica e comportamentale dell’organismo che si verifica in relazione ad una gamma di cambiamenti che avvengono in un individuo, sia a livello emotivo che motivazionale. 
Si usa invece il termine “stressor” per indicare quell’evento o situazione che dà avvio alla “risposta allo stress”, ossia tutta quella serie di avvenimenti e cambiamenti a livello fisiologico e comportamentale che avvengono durante lo stress.
Lo stress è un meccanismo normale e altamente adattativo nell’uomo e negli altri animali ed è importante per la sopravvivenza. 
I cambiamenti a cui dà avvio, infatti, forniscono all’individuo le risorse necessarie o per un’immediata attività scheletrica (attacco o fuga), ottimizzando lo stato di vigilanza e la reattività, o per far fronte ad un evento interno, attivando ad esempio il sistema immunitario (Casey, 2004).

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INDICATORI COMPORTAMENTALI DI STRESS NEI CANI (WWW.DOGGIEDRAWINGS.NET)

Si è visto poi che la paura e l’ansia sono due stati emozionali importanti nei cani che possono causare reazioni di stress (Wolfle, 2000). 

I cani possono mostrare spesso problemi legati all’ansia quando si trovano di fronte a stimoli che fanno presagire situazioni potenzialmente pericolose o imprevedibili (Bamberger e Houpt, 2006, Casey, 2004). 
Un cane ansioso mostra spesso comportamenti agitati, come ad esempio leccarsi eccessivamente in particolari parti del corpo, masticare oggetti o mobili ed è timoroso e diffidente nelle nuove situazioni (Diverio et al., 2008). 
La paura, invece, è un’emozione scatenata dalla presenza di uno stimolo potenzialmente pericoloso e può causare stress in un individuo quando è esposto a quello stimolo. 
Anche solo una persona in particolare può diventare uno stimolo che induce paura in un cane; ad esempio, il cane può considerare un certo veterinario particolarmente pericoloso se ha avuto in precedenza un’esperienza negativa con lui (Wolfle, 2000). 

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SEGNALI DI ANSIA E PAURA NEI CANI(WWW.DRSOPHIAYIN.COM)

Nonostante, come detto in precedenza, la risposta allo stress è un meccanismo importante per gli organismi ed essenziale per la sopravvivenza, quando diventa esagerata incontrollata può essere però essa stessa causa di danni. 

Infatti, quando lo stress si prolunga o diventa cronico, si verificano effetti negativi prolungati sulla salute, sia fisica che emotiva dell’individuo.
Gli effetti fisiologici di uno stress prolungato che si possono avere sono molteplici e vari, per esempio si può avere aumento della pressione sanguigna, diabete, infertilità, inibizione della crescita, calo della libido, riduzione del livello d’attenzione e della capacità di concentrazione, alterazione della memoria, inibizione delle risposte infiammatorie e alterazioni della funzione immunitaria. Inoltre, si possono avere alterazioni e problemi anche a livello comportamentale (Casey, 2004).

Da questo, quindi, si può comprendere come sia importante avere una buona conoscenza dello stato di stress nei nostri cani per poter così tutelare maggiormente la loro salute.
Per questo le ricerche e gli studi che vengono fatti per valutare lo stress nei cani sono molto importanti e complessi: devono tenere in considerazione le diverse variabili legate allo stress (variabilità individuale, genetica, esperienza…) e devono poi essere utilizzati e messi a confronto diversi parametri (fisiologici e comportamentali), che sono ritenuti essere indicatori di stress (Beerda et al., 1997; Beerda et al., 1998).
È utile, perciò, effettuare e mettere a confronto diversi studi per poter indagare sullo stress in tutti gli ambiti e per avere informazioni su come intervenire in modo corretto per migliorare le condizioni di vita dei nostri animali.

 BIBLIOGRAFIA

  • Bamberger M., Houpt K.A., (2006), Signalment factors, comorbidity and trends in behavior diagnoses in dogs: 1644 cases (1991-2001), Journal of the American Veterinary Medical Association 229 (10), 1591-1601.
  • Beerda B., Schilder M.B.H., van Hooff J.A.R.A.M., de Vries H. W., (1997), Manifestations of chronic and acute stress in dogs., Applied Animal Behaviour Science, 52, 307-3 19.
  • Beerda B., Schilder M.B.H., van Hooff J.A.R.A.M., de Vries H.W., Mol, J.A., (1998), Behavioural, saliva cortisol and heart rate responses to different types of stimuli in dogs, Appl. Anim. Behav. Sci., 58, 365–381.
  • Casey R., (2004), Paura e stress, In: Horowitz D.F., Mills D.S., Health S., (eds): “Terapia Comportamentale del cane e del gatto”, UTET, Torino, 177-188.
  • Diverio S., Tami G., Barone A., (2008), Prevalence of aggression and fear-related behavioural problems in a sample of Argentine Dogos in Italy, Journal of Veterinary Behaviour 3, 74-86.
  • Döring D., Roscher A., Scheipl F., Küchenhoff H., Erhard M., (2009), Fear – related behaviour of dogs in veterinary practice, Vet J., 182; 38-43.
  • Kuhne F., Struwe R., & Balzer H. U., (2009), Noninvasive assessment of specific strain in dogs, Journal of Veterinary Behavior: Clinical Applications and Research, 4 (2), 92.
  • Pastore C., Pirrone F., Balzarotti F., Faustini M., Pierantoni L., Albertini M., (2011), Evaluation of physiological and behavioral stress-dependent parameters in agility dogs, Journal of Veterinary Behavior, Vol. 6, No 3, 188-194.
  • Wolfle T.L., (2000), Understanding the role of stress in animal welfare: Practical Considerations In The biology of animal stress – the principles and implications for animal welfare Edited by Moberg G.P. and Mech J.A., CABI Publishing, Wallingford, UK, ISBN: 0851993591, pp. 355-368.