Emozioni

Cos’ è un’emozione?

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi. In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente. Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche). Si differenziano quindi dai sentimenti e dagli stati d’animo. Secondo la teoria centrale di Cannon-Bard, lo stimolo che scatena l’emozione (che può essere un evento, una scena, un’espressione del volto, un particolare tono di voce…) viene elaborato all’inizio dall’encefalo, in particolare dall’ amigdala  che provoca una prima reazione autonomica e neuroendocrina con la funzione di mettere in allerta l’organismo. In questa fase l’emozione determina quindi diverse modificazioni somatiche, ad esempio la variazione delle pulsazioni cardiache, l’aumento o la diminuzione della sudorazione, l’accelerazione del ritmo respiratorio, l’aumento o il rilassamento della tensione muscolare. Lo stimolo emotigeno viene contemporaneamente inviato dal talamo alle cortecce associative, dove viene elaborato in maniera più lenta ma più raffinata. A seguito di questo, viene emessa un tipo di risposta considerata più adeguata alla situazione. Le emozioni, quindi, inizialmente sono inconsapevoli; solo in un secondo momento noi “proviamo” l’emozione, abbiamo cioè un sentimento. Normalmente l’individuo che prova una emozione diventa cosciente delle proprie modificazioni somatiche (si rende conto di avere le mani sudate, il battito cardiaco accelerato, etc.) ed applica un nome a queste variazioni psicofisiologiche (“paura”, “gioia”, “disgusto”, ecc.). Replicando gli studi compiuti da Charles Darwin nel libro “L’espressione delle emozioni negli uomini e negli animali” (1872), lo psicologo americano Paul Ekman ha confermato che una caratteristica importante delle emozioni fondamentali è data dal fatto che vengono espresse universalmente, cioè da tutti in qualsiasi luogo, tempo e cultura attraverso modalità simili. Come suggerisce il titolo del libro di Darwin, anche gli animali provano emozioni: hanno circuiti neurali simili, hanno reazioni comportamentali simili e le modificazioni psicofisiologiche da essi sperimentate svolgono le stesse funzioni. Allo stato attuale non è possibile affermare che gli animali provino anche i sentimenti, perché ciò richiederebbe che abbiano una forma di coscienza.

“Tutti i mammiferi sono esseri senzienti che condividono la stessa architettura neuronale che sottende alle loro vite emotive e che esperiscono un ampio spettro di emozioni, inclusa la capacità di sentire dolore e di soffrire. Affermare che gli animali sono intelligenti o che hanno vite emotive molto ricche e profonde non costituisce affatto un tentativo di ‘umanizzarli’. Invero, quando poniamo davvero attenzione alla teoria evolutiva e all’ idea di Charles Darwin riguardo alla continuità evolutiva, vediamo che noi esseri umani non siamo gli unici esseri intelligenti, senzienti ed emotivi” -Marc Bekoff, “Emotività Animali”.
Le emozioni sono quindi un ambito molto importante della vita di tutti gli animali. Tanti aspetti sono tuttora oggetto di studi e ricerche che coinvolgono diverse discipline scientifiche e non (etologia, fisiologia, biologia, filosofia, psicologia, neurologia…), ci sono ancora tante cose da scoprire sia per gli umani che per tutti gli altri animali… Nel frattempo si può ritenere le emozioni degli elementi essenziali per la vita di tutti gli animali sia a livello fisiologico che mentale. Penso che le emozioni arricchiscono le nostre vite e le nostre esperienze. Spesso sono sensazioni indescrivibili, sia le emozioni positive che quelle negative. Possono durare anche solo un attimo che però rimane segnato nella nostra mente e nella nostra esistenza. Tutti proviamo tutti i giorni delle emozioni, non sempre diamo la stessa importanza a tutte, alcune possono passare “inosservate”, altre invece possono segnare o cambiare la nostra giornata, sia in positivo che in negativo. Anche gli altri animali, come detto e come possiamo sperimentare in prima persona quando abbiamo a che fare con loro, provano emozioni e spesso quando interagiamo  con loro ce ne possono trasmettere e far provare tantissime. Chi ha un animale domestico in casa lo saprà bene! Quante e quali emozioni vi danno i vostri o altri animali?Ce n’è una che vi è rimasta in mente e ricordate in particolare? Sia positiva che negativa… Raccontatelo nei commenti! ;D Intanto inizio col raccontarvi la mia! 😉

 

-L’altro giorno sono andata a trovare di nuovo, dopo un mese che non la vedevo, Chloe, la cucciola di Boxer di 10 mesi a cui ho fatto da dogsitter nel mese di agosto e che ha arricchito le mie vacanze casalinghe con tante passeggiate in campagna caratterizzate da tante corse sfrenate nei campi, salti nelle pozzanghere, giochi e tanto relax e divertimento.  

Prima di andare mi chiedevo “chissà se mi riconoscerà subito, cosa farà” ecc…Mi era mancata e non vedevo l’ora di rivederla. Bè, appena arrivata è stato un attimo che mi è però rimasto impresso. 

Suono il campanello, si apre la porta, esce il proprietario e poi…vedo lei che balza fuori e, senza nessuna esitazione, si fionda letteralmente fuori dalla porta correndomi incontro festosa! Che dire, è stata indescrivibile la gioia che ho provato in quel momento! Sarà, ma non me lo aspettavo …direi che ci sanno sempre sorprendere! :) I proprietari stessi mi hanno detto “no no, non fa sempre così! Ti ha sentita subito!”.

C’è da dire che è una cagnolina portata a “fare tante feste”, appena arrivavo, presagendo già il momento della passeggiata, mi correva incontro gioiosa.

Tutto l’entusiasmo di ieri però non me lo aspettavo comunque: un piccolo attimo che ha fatto sì che una mia giornata qualunque si trasformasse in una giornata da ricordare :)

Non posso sapere cosa passava nella sua testa in quei momenti, mi piacerebbe però pensare che quella reazione sia stata almeno un segnale che il tempo trascorso con me e le scorribande fatte insieme siano stati momenti felici anche per lei, che le sono in qualche modo rimasti in mente e che mi ricordi in modo positivo come mostrato da quelle manifestazioni positive.-
emozioniChloe
Sarò esagerata o troppo immaginaria nell’ interpretazione? Chi lo sa!
Speriamo che presto si possa scoprire qualcosa di più concreto per poter fare interpretazioni più accurate degli stati degli altri animali.
Nel frattempo, scrivetemi i vostri racconti! 😉

 

Saluti a tutti e alla prossima puntata!
By Sara

 

BIBLIOGRAFIA

http://it.m.wikipedia.org/wiki/Emozione

Cani, Tempo e… Fiuto!

I cani sanno le ore?

http://www.animalhousemilano.it/2014/09/cani-tempo-e-fiuto-2/

Come possiamo vedere da questo articolo: http://www.wired.com/2014/07/whats-up-with-that-dogs-tell-time/, le ricerche sono in atto.

È l’ora della pappa, della passeggiata, del ritorno a casa del proprietario?  In queste e altre occasioni a tanti proprietari di cani sembra che i nostri amici a quattro zampe sappiano davvero che ore sono…

Il tempo, pensato in termini di secondi, minuti, ore, come sappiamo è un’invenzione umana.

dogtimeclock

Ma i cani e gli altri animali possono comprendere il tempo come facciamo noi?

Secondo quanto riferisce lo scienziato cognitivo Locky Stewart, direttore delle ricerche della compagnia “Dognition” (www.dognition.com), compagnia che analizza l’intelligenza canina, questa è una questione ancora molto dibattuta nelle ricerche sugli animali.

Gli scienziati cognitivi sono interessati al modo in cui gli animali formano la memoria, soprattutto perché ciò aiuta anche a capire come funziona il cervello. I ricercatori sono soliti suddividere la memoria a lungo termine in due categorie. C’è la memoria implicita (o procedurale), ossia una memoria muscolare inconscia che viene usata per mettere in atto compiti che abbiamo imparato e ripetuto più volte nel passato. E c’è poi la memoria esplicita (o dichiarativa), dove vengono immagazzinate le esperienze personali e le informazioni che definiscono la storia delle nostre vite.

È stato provato ormai da molti studi che i cani e gli altri animali possiedono la memoria implicita, ci sono però ancora incertezze sul fatto che gli animali non umani abbiano anch’essi la memoria dichiarativa.

I ricercatori sono in particolare interessati a vedere se gli animali non umani hanno o meno la memoria episodica, ossia l’abilità di richiamare informazioni di eventi passati, cosa è accaduto, dove e quando è successo. Stewart descrive quest’abilità di pensare al passato e riprovarne l’esperienza come una sorta di viaggio nel tempo mentale.

Per quanto riguarda i cani, gli studi di questo tipo sono ancora pochi. Si può dire che i cani ricordano le persone (ad esempio il proprietario) e gli eventi (ad esempio le uscite al parco), è però una questione ancora aperta se i cani possano o meno “viaggiare” indietro nel tempo delle loro menti.

I cani sanno le ore? Può essere ma noi non lo sappiamo ancora, ci sono però idee nuove e interessanti su come essi potrebbero fare se così fosse. Bisogna comunque precisare che queste idee non sono però ancora sostenute da evidenze scientifiche certe. Stewart suggerisce alcune ipotesi per spiegare il comportamento dei cani che sembrano conoscere quando è l’esatto momento della passeggiata, della pappa ecc.

I cani, come molti mammiferi, hanno un ritmo circadiano, ossia una sorta di senso interno che riferisce loro quando è il momento del riposo o il momento per essere attivi. Può essere quindi il corpo, e non la mente del cane, che percepisce che ore sono, il momento esatto per una determinata cosa.

Un’altra spiegazione può venire dal fatto che alcuni animali sanno leggere e interpretare i segnali ambientali. Magari i cani riescono ad usare la lunghezza delle ombre per capire che ora del giorno è.

Alcuni ricercatori hanno suggerito poi un’altra possibile spiegazione, ossia che i cani utilizzino il loro sviluppato senso dell’olfatto per “odorare” quanto tempo è trascorso da quando si è verificato un certo evento.

Ad esempio, dopo che il proprietario lascia la sua abitazione, il suo odore svanisce gradualmente nel corso della giornata. Se un proprietario ha una routine giornaliera regolare, è possibile che il suo cane riesca a capire quando arriva l’ora del rientro del suo proprietario in base a quanto è diminuito il suo odore (vedere anche http://barkpost.com/can-dogs-tell-time-maybe-they-can-smell-it/).

Gli esperimenti a riguardo, come detto, sono tutt’ora in atto e in aumento, quindi nonostante attualmente non possiamo ancora dire se i cani conoscano le ore, le ipotesi e le possibilità sono interessanti e in un prossimo futuro potremo magari avere informazioni più concrete.

L’ ipotesi che i cani “fiutino le ore” è di certo interessante. Come ormai è appurato, mentre nell’uomo è la vista il senso più sviluppato, nel cane è l’olfatto. Il cane vive in un mondo fatto soprattutto di odori.  Attraverso l’olfatto il cane conosce, riconosce e ricorda la realtà.

Dagli odori che avverte può ricavare tantissime informazioni.

Proprio per questo motivo, quando passeggiamo con il nostro cane è importante lasciargli il tempo che desidera per soffermarsi su determinate tracce per lui interessanti. Per il cane è importante conoscere ed esplorare gli odori dell’ambiente che lo circonda, gli odori dei suoi simili, i nostri odori e di tutte le cose che  lo circondano.

Noi impariamo e acquisiamo molte informazioni osservando, il cane le acquisisce fiutando.

A noi piace ad esempio prenderci il tempo per soffermarci ad  ammirare un bel paesaggio, al cane piace soffermarsi per annusare, spesso il più puzzolente (secondo il nostro naso), paesaggio. … “De gusitibus non disputandum est”, come dicevano i latini.

dogtimewalk

I cani esplorano il mondo principalmente con il loro naso, noi umani lo esploriamo soprattutto con i nostri occhi.

Il naso di un cane è 1000/10000 volte più potente del naso umano.

Il cane è fornito di circa 220 milioni di recettori olfattivi, che variano di razza in razza, ma che restano comunque molti di più rispetto ai 5 milioni di recettori di cui dispone l’uomo, invece la superficie dell’epitelio olfattivo di un cane ha un’estensione che misura dai 18 ai 150 cm quadrati, mentre nell’uomo misura dai 2,5 ai 4 cm quadrati.

Lasciamo quindi i nostri cani liberi di annusare!

 

Dott.ssa Sara Maffi

 

“Gli manca solo la parola…?”

“Gli manca solo la parola…” diciamo spesso riferendoci agli animali, ma è del tutto vero? Dipende in che senso lo intendiamo e possiamo trarre un buono spunto di riflessione leggendo questo estratto dal libro“L’anello di Re Salomone” di Konrad Lorenz.

“Gli animali non possiedono un linguaggio nel vero senso della parola, ma ogni individuo appartenente alle specie superiori, e soprattutto alle specie che vivono in società, possiede fin dalla nascita tutto un codice di segnali e di movimenti espressivi. E innata è tanto la capacità di emettere tali segnali quanto quella di “interpretarli correttamente”, cioè di rispondervi in modo coerente e propizio alla conservazione della specie… …il misterioso apparato trasmittente e ricevente che provvede alla comunicazione inconscia di sentimenti e affetti è molto antico, assai più antico della specie umana, e certamente esso si è andato atrofizzando con l’evolversi del nostro linguaggio verbale. L’uomo non ha bisogno di minimi movimenti che ne svelino le intenzioni per comunicare i suoi umori del momento, perchè può esprimerli con le parole. Gli animali superiori che vivono in società hanno per la comunicazione degli stati d’animo un apparato sia trasmittente sia ricevente assai più elaborato e specializzato di noi uomini, e tutti i suoni coi quali gli animali sono soliti esprimersi, non sono comparabili al nostro linguaggio verbale. Gli animali hanno un apparato trasmittente assai più efficace di quello dell’uomo, e lo stesso si può dire dell’apparato ricevente, che non solo è in grado di distinguere selettivamente un gran numero di segnali, ma anche di captare una energia trasmittente assai inferiore alla nostra. Gli animali sono capaci di cogliere e di interpretare correttamente un numero incredibile di segnali minimi che per l’uomo sono del tutto impercettibili. L’enorme sensibilità di certi animali che colgono movimenti espressivi quasi impercettibili, come ad esempio del cane che percepisce i sentimenti amichevoli o ostili del suo padrone verso un’altra persona, è una cosa veramente straordinaria, e non è quindi strano che l’osservatore ingenuo, portato ad antropomorfizzare, creda che una creatura, capace “perfino” di indovinare dei pensieri così intimi e inespressi, debba a “maggior ragione” comprendere ogni singola parola del suo padrone. A questo proposito si dimentica però che negli animali sociali la capacità di comprendere anche i più lievi movimenti espressivi è così enormemente sviluppata proprio perchè essi non comprendono la parola, proprio perchè non sono in grado di parlare. Tuttavia, un cane che vuole indurvi ad aprire la porta o il rubinetto cerca coscientemente e volontariamente di influenzare il suo amico uomo…il suo comportamento è frutto di apprendimento e dettato da una vera comprensione della situazione in cui si trova. Ogni singolo cane ha metodi diversi per farsi capire dal suo padrone, e anche lo stesso cane per raggiungere questo scopo adotterà sistemi diversi secondo le varie situazioni”. Tratto da “L’anello di Re Salomone” di Konrad Lorenz.

Dopo aver letto questo testo quindi possiamo dire che “la parola” nel senso stretto del termine manca davvero agli animali, essi non possiedono il nostro linguaggio verbale. Tuttavia le specie superiori, e in particolare gli animali sociali, hanno anch’essi i loro sistemi di comunicazione che per certi aspetti possono essere più sviluppati di quelli dell’uomo: sono ad esempio capaci di cogliere e interpretare minimi segnali (espressioni, movimenti, gesti…) che l’uomo non è in grado di percepire.

Gli animali sono quindi in grado di comunicare con noi, anche loro “ci studiano”, cercano di capirci e interpretarci ottenendo spesso risultati che ci sorprendono.

Anche loro  ci osservano e spesso sono in grado di “dirigere” e “manipolare” i nostri comportamenti.

…Come si può dar torto al famoso Bracchetto Snoopy quando ritiene che è lui ad avere addestrato il suo amico Charlie Brown? :)

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