APPRENDIMENTO

Cosa significa APPRENDERE?

L’apprendimento è un processo vasto e complesso presente sia nell’uomo che negli altri animali. Iniziamo col dare alcune definizioni e in seguito presenteremo e descriveremo brevemente i diversi tipi di apprendimento.

dog laying head on a pile of books

DEFINIZIONI

Immelmann (1988): “l’insieme di tutti i processi che portano ad un adattamento individuale del comportamento in relazione alle condizioni ambientali” – “Un processo di apprendimento si verifica quando un certo comportamento, in un preciso quadro di stimoli, subisce mutamenti come conseguenza del fatto che l’animale si è già trovato in precedenza nella stessa situazione”.

Hilgard et al. (1982): “una modificazione relativamente persistente del comportamento che ha luogo per effetto dell’esperienza”.

Lorenz (1969) definisce apprendimento ogni modificazione adattativa del comportamento.

–> Possiamo quindi dire che l’APPRENDIMENTO è un processo di acquisizione di informazioni caratterizzato da modificazioni durature della capacità di comportarsi di un organismo in seguito a particolari esperienze specifiche.

Tramite l’apprendimento si ha:

@acquisizione di nuove informazioni, conoscenze, risposte/comportamenti attraverso l’interazione con l’ambiente (fisico e sociale).

@cambiamento nel comportamento di un individuo (non sempre immediatamente osservabile).

L’APPRENDIMENTO è importante PER SOPRAVVIVERE.

Caratteristiche dell’apprendimento:

_È una modalità naturale di adattarsi all’ambiente diffusa in moltissime specie (dagli insetti all’essere umano).

_È un processo che continua per tutta la vita dell’ individuo.

_Non è direttamente osservabile; viene dedotto dal comportamento osservabile (performance).

_Non sempre produce una modificazione comportamentale immediatamente osservabile (es. apprendimento latente).

_Richiede la presenza di un‘esperienza diretta o indiretta.

_Ha una relativamente lunga durata nel tempo.

Elementi importanti dell’APPRENDIMENTO sono la BASE GENETICA dell’ individuo e l’AMBIENTE in cui esso si trova ad agire.

OGNI INDIVIDUO, SULLA BASE DELLE PREDISPOSIZIONI INNATE, IMPARA QUANTO L’AMBIENTE GLI INSEGNA (vanno quindi tenute conto variabili come: la DISPOSIZIONE SPECIE-SPECIFICA, il SUBSTRATO NERVOSO del singolo individuo che determina la sua CAPACITÀ di: IMPARARE, IMMAGAZZINARE, MEMORIZZARE e i suoi diversi MECCANISMI PERCETTIVI).

I moduli geneticamente predeterminati si perfezionano quindi con l’apprendimento in seguito all’interazione con l’ambiente.

Altre variabili da considerare nell’apprendimento sono:

-la MOTIVAZIONE dell’individuo = ossia ciò che spinge ad agire e predispone il soggetto all’azione.

-le diverse FASI DI SVILUPPO COMPORTAMENTALE in cui si trova il soggetto.

@Altro elemento essenziale per l’apprendimento è la MEMORIA. Apprendimento e memoria sono entrambi processi cognitivi.

L’Apprendimento è l’insieme dei processi che consentono l’acquisizione di informazioni e comportamenti, mentre la Memoria è l’insieme di quei processi che consentono il mantenimento nel tempo di informazioni e comportamenti.

@—> Consideriamo ora i diversi tipi di APPRENDIMENTO:

>IMPRINTING,

>ABITUDINE,

>CONDIZIONAMENTO CLASSICO,

>CONDIZIONAMENTO OPERANTE O STRUMENTALE,

>GIOCO,

>IMITAZIONE / FACILITAZIONE SOCIALE,

>INSIGHT (INTUITO/intuizione).

_IMPRINTING: è una forma di apprendimento caratteristica dei vertebrati che ha luogo durante le prime fasi di vita (periodo sensibile), quando l’animale può facilmente venire “impressionato” (imprinting in inglese significa “impressione”) da un oggetto che ha vicino, su cui dirigerà in seguito particolari reazioni istintive. Il termine “imprinting” fu coniato dall’etologo tedesco K. Lorenz.

Caratteristiche:

-si verifica solo nel ‘periodo critico’ o ‘sensibile’ (la cui durata varia a seconda delle specie).

irreversibile.

-implica l’attaccamento ad un oggetto che evocherà poi comportamenti tipici dell’adulto, quali il comportamento sessuale.

-le reazioni all’oggetto si generalizzano successivamente a tutti gli oggetti di  quella determinata classe.

@APPRENDIMENTO NON ASSOCIATIVO:

-Facilitazione= secondo Lorenz è la forma più primitiva di apprendimento e consiste nel miglioramento della funzione grazie al suo funzionamento.

-ABITUDINE (abituazione o assuefazione):

Stimolo A (ad esempio un rumore)–> attivazione della risposta

Stimolo A (ripetuto)–> attivazione debole

Stimolo A (ripetuto)–> NESSUNA REAZIONE

Abituazione: scomparsa o indebolimento di una risposta  in seguito all’ esperienza (ripresentarsi dello stimolo). Imparare a non rispondere a stimoli privi di conseguenze rilevanti, a non emettere risposte inutili. Si verifica spontaneamente e può essere indotta.

Caratteristiche:

-I soggetti giovani acquisiscono abitudini più facilmente degli adulti.

-Abituarsi a uno stimolo non implica generalizzare ad altri tipi di stimoli (specificità del fenomeno).

-Le abitudini si possono perdere quando lo stimolo non viene più presentato per molto tempo (ricomparsa della risposta).

-Sensibilizzazione=è l’aumento di intensità di un comportamento che può risultare dalla ripetuta presentazione dello stimolo scatenante.

@APPRENDIMENTO ASSOCIATIVO:

_CONDIZIONAMENTO CLASSICO (Pavlov):

-Stimolo neutro –> risposta nulla od irrilevante

-Stimolo incondizionato (SI) –> risposta incondizionata (RI)

-Stimolo neutro (condizionale)(SC) + Stimolo incondizionato (SI) –> risposta incondizionata (RI)

-Stimolo condizionato (SC) –> risposta condizionata (RC)

_L’individuo impara ad associare tra loro due eventi che si verificano in contiguità temporale.

-uno stimolo inizialmente “neutro” (SC) se presentato ripetutamente prima di uno stimolo che provoca una risposta riflessa (SI) diventa in grado di provocare una risposta riflessa simile (RC o risposta condizionata)

-Risposte proprie del repertorio comportamentale vengono emesse in  situazioni nuove che prima non le evocavano.

Apprendimento (2)

_Acquisizione della risposta:

–> lo SC deve precedere immediatamente lo SI (valore predittivo)

–> il numero di appaiamenti necessari SC -SI varia (condizionamento avversivo)

_Estinzione della risposta: lo SC non è più seguito dallo SI

–>recupero spontaneo e riapprendimento

_Generalizzazione e discriminazione:

–>Altri stimoli simili a quello condizionato determinano la risposta condizionata

>Con il condizionamento classico possono venire associate a stimoli neutri risposte emotive spiacevoli e piacevoli.

_CONDIZIONAMENTO OPERANTE O STRUMENTALE (Skinner):

Tre elementi base: comportamento operante, eventi conseguenti il comportamento, stimolo discriminativo che ha portato al compimento del comportamento.

Motivazione –> Comportamento –> Rinforzo

@ l’individuo impara che una data risposta/comportamento porta a una particolare conseguenza.

Con il condizionamento operante (apprendimento operante, per tentativi ed errori) comportamenti nuovi: si sviluppano, si mantengono e cambiano nel tempo in quanto influiscono (operano) sull’ambiente.

_Il condizionamento operante è un processo di apprendimento naturale e avviene continuamente e spontaneamente.

_Molti comportamenti possono essere condizionati involontariamente o volontariamente da altri individui/ persone.

_Si può avere un “controllo” sull’apprendimento intervenendo sugli stimoli, le risposte e le loro conseguenze.

–>L’ambiente fisico e sociale è una fonte continua di rinforzi positivi, negativi e punizioni.

–>Molti comportamenti, consapevoli e inconsapevoli, sono prodotti e modulati da condizionamenti operanti.

Apprendimento (3)Conseguenze di un comportamento:

1) RINFORZO: un evento che segue un comportamento ed aumenta a probabilità futura che quel comportamento si ripeta.

2) PUNIZIONE: un evento che segue il comportamento e diminuisce la probabilità futura che quel comportamento si ripeta.

-POSITIVO/A= Introduzione di uno stimolo dopo che è stato emesso un comportamento.
-NEGATIVO/A= Sottrazione di uno stimolo dopo che è stato emesso un comportamento.

RINFORZO

R+ = compare uno stimolo piacevole

R-  = scompare uno stimolo spiacevole non troppo forte  (informativo) = unito ad alternativa

PUNIZIONE

P+ = compare uno stimolo spiacevole

P- = scompare uno stimolo piacevole

Il RINFORZO:

-Incrementa sempre la probabilità della risposta comportamentale

–positivo: comparsa di un evento piacevole o desiderabile dopo un comportamento

–negativo: scomparsa di uno stimolo spiacevole/ doloroso a seguito di una risposta comportamentale (alla base di risposte di evitamento/fuga).

La PUNIZIONE:

Esistono punizioni diverse:Punizione fisica, Rimprovero/intimidazione, Time out: sospensione di un rinforzo.

-La punizione dovrebbe essere immediata e mai occasionale.

-La punizione applicata inconsapevolmente o impropriamente è rischiosa.

-I rimproveri verbali possono agire da rinforzi positivi (attenzione sociale).

–> La punizione ripetuta senza un’alternativa  di un comportamento adeguato può inibire completamente il comportamento dell’individuo (impotenza appresa).

_GIOCO:

Caratteristiche:

-) è apparentemente privo di senso

-) è costituito da azioni senza un concatenamento temporale finalizzato

-) non è soggetto ad assuefazione

-) è spesso formato da moduli esagerati ed energeticamente dispendiosi

_POSSIBILI FUNZIONI:

–>immediate = influenza sui processi di maturazione

–>a lunga scadenza = esercizio; socializzazione; apprendimento

_FACILITAZIONE SOCIALE (Apprendimento sociale/imitazione-cognizione sociale):

Quando un individuo acquisisce informazioni nuove o un nuovo comportamento attraverso l’esperienza sociale e le interazioni sociali si parla di PROCESSI di APPRENDIMENTO SOCIALE.

L’apprendimento sociale può dare vita ad una trasmissione sociale (culturale) di informazioni che può essere vista come un’alternativa alla trasmissione genetica del comportamento.

Possiamo suddividere i processi sociali in due grosse categorie:

-L’INFLUENZA SOCIALE = l’osservatore è influenzato dal modello, cioè dall’animale che sta compiendo l’azione, ma non apprende da esso.

-L’APPRENDIMENTO SOCIALE = l’osservatore apprende parte del comportamento dal modello che lo sta eseguendo.

Gli animali possono ricevere, e quindi acquisire, informazioni secondo due modalità:

-direttamente (direct reputation): qualora siano coinvolti, come soggetti agenti all’interno di una specifica situazione.

-indirettamente (indirect reputation): osservando, da spettatori silenziosi, l’interazione tra altri soggetti.

@L’ ‘eavesdropping’, letteralmente l’atto di origliare, permette a un individuo di apprendere senza doverlo fare per tentativi ed errori. L’eavesdropping = acquisire informazioni utili osservando l’interazione tra terzi, è stato studiato in diverse specie animali.

_INSIGHT (INTUITO/intuizione):

L’ intuito consente a un animale di risolvere una situazione nuova applicando le esperienze fatte in passato, senza ricorrere a tentativi preliminari. È la forma più elevata di apprendimento ed è tipica dell’uomo. È stata studiata anche dal punto di vista etologico ed è stata riscontrata anche in altri animali.

 

Dott.ssa Sara Maffi

Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali

Specializzata in Interazione Uomo-Animale

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Immelmann K.,1988, “Introduzione all’etologia”, Bollati Boringhieri, Torino;

Lorenz K., 1978, “L’Etologia”, Boringhieri, Torino;

Mainardi D., 1992, “Dizionario di etologia”, Einaudi;

Poli M., Prato Previde E., 1994, “Apprendere per sopravvivere. L’apprendimento animale tra psicologia ed etologia”, Raffaello Cortina Editore.

“A ciascuno il suo… cane!”

http://www.justdog.it/blog/220/a-ciascuno-il-suo-cane.aspx

A ciascuno il suo… cane!

La scelta di un cane non è semplice: è necessario prestare attenzione e non sottovalutare alcuni aspetti importanti, tra cui l’intelligenza dell’animale stesso

di Dottoressa Sara Maffi
pubblicato su http://www.justdog.it/  venerdì 02 maggio 2014

Quando si prende la decisione di far entrare nella propria vita un cane, che sia all’ interno di un nucleo famigliare o come singolo individuo, è importante valutare attentamente le caratteristiche del quadrupede, per far sì che ci sia un equilibrio con le esigenze dei futuri proprietari.
È importante che il temperamentoil livello di attività, le caratteristiche di razza dell’animale siano adatte allo stile di vita e alle esigenze del proprietario o della famiglia in cui andrà ad abitare.

Se si cerca un cane per poter partecipare a gare di obbedienza, Agility o altre competizioni e attività cinofile, bisognerà prendere in considerazione certi parametri; se si vuole un cane che svolga un compito preciso come cacciarefare la guardia o proteggere il gregge, si dovrà far attenzione ad altri elementi; se si desidera un cane da accogliere semplicemente come animale da compagnia, andranno tenute in considerazione anche in questo caso una serie di caratteristiche che l’amico a quattro zampe dovrà possedere.
La scelta di un cane da compagnia infatti, non è così semplice come può all’apparenza sembrare. È necessario prestare attenzione e non sottovalutare alcuni aspetti importanti delle caratteristiche del nostro futuro compagno.
A questo proposito, c’è un elemento importante da non sottovalutare, ossia l’intelligenza del cane.
Al riguardo ho trovato un buono spunto di riflessione in un capitolo del libro “L’intelligenza dei cani” di Stanley Corey, in cui l’autore chiede ai suoi lettori: “Volete veramente un cane intelligente?”.

intelligenza_cane

Come spiega approfonditamente l’autore del libro, ci sono diversi tipi di intelligenza: ubbiditivalavorativaistintiva.

Parlando di intelligenza in generale, Corey riporta la scoperta fatta dagli psicologi tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in cui si è notato che spesso per molti mestieri avere un’intelligenza elevata costituisce un ostacolo, soprattutto per quanto riguarda lavori ripetitivi e con ritmi lenti di attività. 

Questo viene spiegato col fatto che gli individui con un’intelligenza generale superiore hanno bisogno di stimolisfide e attività variate, altrimenti si annoiano e diventano negligenti, frustrati e infelici. 
Al contrario, i soggetti meno brillanti hanno bisogno di meno sfide e variabilità e si adattano più facilmente alla routine traendo appagamento dal lavoro che riescono a svolgere, risultando così i più produttivi.

Questo discorso può essere fatto anche nel caso dei cani: come gli esseri umani, i cani più intelligenti riescono peggio in circostanze in cui animali meno dotati eccellono.

Per questo, quindi, è importante far coincidere le caratteristiche del cane con le esigenze del proprietario o del nucleo famigliare.
Un cane con un’elevata capacità di apprendimento impara più facilmente le cose che riguardano il suo ambiente e crea velocemente associazioni tra gli stimoli che si trova ad affrontare. È più veloce e attivo ad assimilare la routine domestica in cui viene posto e spesso riesce ad anticipare determinati eventi. 
Un cane più intelligente è più reattivo e pronto ad imparare, ma non per questo è più facile da addestrare e gestire… anzi! A tal proposito, Corey riporta nel capitolo una serie di esempi ed esperienze su cui riflettere.
Un cane meno intelligente sarà invece meno reattivo, non andrà alla ricerca di troppi stimoli o novità, preferirà starsene maggiormente tranquillo e sarà meno portato a fare associazioni o previsioni, ma non per questo sarà più difficile da addestrare o meno portato ad imparare.

Anche l’ambiente, il tempo che ognuno avrà da dedicare al nuovo compagno, gli stimoli e le attività a cui il soggetto verrà sottoposto sono elementi che vanno tenuti in considerazione per decidere se si è più adatti ad ospitare un cane più intelligente oppure uno meno dotato.
Se si è alla ricerca di nuove attività e stimoli, se si ha molto tempo e desiderio di nuove esperienze, un cane intelligente saprà di certo come metterci alla prova.
Se al contrario si desidera un compagno che arricchisca semplicemente il nostro focolare domestico, che porti affetto e compagnia in casa, senza avere la necessità che sia un campione di prodezze e di inventiva, sempre alla ricerca di qualcosa da combinare, allora un cane meno dotato che rimane appagato nelle piccole abitudini di un ambiente tranquillo e confortevole può essere quello che fa al caso nostro.

Questi, ovviamente, vogliono essere solo degli spunti e delle riflessioni, utili da considerare quando si è di fronte alla scelta del nuovo amico da adottare. 
Quando ci si trova poi a valutare i singoli casi, le variabili e le casistiche saranno più complesse: non ci saranno regole generali e non per tutti varranno le stesse cose.
Chi si prende la responsabilità di accogliere nella propria vita un cane, è importante che sappia e consideri bene che quello che cerca e che desidererebbe nel nuovo compagno andrà relazionato ed eventualmente adattato alle proprie caratteristiche personali e alle esigenze dei membri della famiglia. 


BIBLIOGRAFIA

  • L’intelligenza dei Cani, Stanley Coren, 1996, Mondadori Editore.