BAU NATALE al Bau Villaggio Natalizio a MILANO

Buongiorno a tutti lettori,

Come state? Sentite anche voi aria di festività come me e Biscotto? :)

Dicembre è arrivato e Natale è alle porte ormai! :)

le città si colorano di luci e addobbi a festa e le vacanze natalizie si avvicinano… eventi, feste, fiere e mercatini a tema non mancheranno di certo…

E i nostri amici a quattrozampe cosa penseranno di tutto ciò? Chi lo sa! Di certo però sarebbero felici di poter trascorrere questi momenti con noi, condividere le occasioni di festa e aggregazione in nostra compagnia passando momenti di gioia e relax! :)

Allora perché non organizzare anche qualcosa dedicata a loro?

Io e Biscotto abbiamo già trovato una bella iniziativa!

Leggete un po’ qui e scoprite a che bell’evento siamo stati invitati a prender parte tramite gli amici di Mylandog!

BauNatale.MYLANDOG
Ebbene sì! Avete capito bene! :)

Si tratta di un vero e proprio Villaggio Bau Natalizio a Milano, presso la bella Cascina Bellaria situata vicino al grande Parco di Trenno.

Un evento dedicato ad amici sia a due che a quattrozampe.

Quale miglior occasione quindi per poter dar il via a questa stagione natalizia in compagnia dei nostri amici pelosi !? :)

Per maggiori dettagli, informazioni, riferimenti e contatti, potete cliccare sui seguenti link:

Sito web dell’associazione: http://www.mylandog.it/ ;

Pagina facebook dell’associazione: https://www.facebook.com/mylandog ;

Pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/725755527520676/ ;

Come vi dicevo io e Biscotto saremo presenti e avremo un compito speciale!

Leggete un po’ quest’altra bella idea Bau Natalizia! 😉

MylanLogoBauNATALEChe ne dite? Siete curiosi adesso? :) Vedo già i vostri amici pelosi che scodinzolano! 😉

Non potete farvi scappare questa bella occasione ora!

…E allora, all’opera!  Iniziate a prender carta e penna e scrivete le vostre Bau letterine!

Io e Biscotto vi aspettiamo!! :)

Tanti Bau saluti a tutti cari lettori …non vedo l’ora di quando toccherà a me leggere voi poi… vi aspetto in tanti! 😉

Qua La Zampa! Woof Woof!

By Sara e Biscotto

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23/11/2014 Giornata Cinofila

23/11/2014 Giornata Cinofila coi Welsh Corgi Pembroke dell’Allevamento De Il Larice Bianco

Domenica 23 novembre 2014 ho avuto il piacere e l’opportunità di partecipare a una interessante Giornata Cinofila tenuta dall’Educatore e Consulente Cinofilo Franco Pinna in compagnia dei Welsh Corgi Pembroke dell’ Allevamento De Il Larice Bianco, l’ allevatrice Francesca Bertazzo e i rispettivi proprietari dei cani presenti.

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È stata una giornata ricca di tante attività sia a livello pratico che teorico riguardo il mondo cinofilo. Utile per capire quanto è importante la comunicazione per poter stabilire al meglio corrette relazioni nel rapporto tra uomo e animali, i nostri cani in questo caso, ma anche nei rapporti tra noi umani.

Comunicazione intesa nel senso più ampio del termine: comunicazione non solo verbale (ossia il linguaggio, che è uno dei canali più usati dall’uomo) ma anche comunicazione a livello dei gesti, delle espressioni, delle sensazioni e delle emozioni. È importante capire e ascoltare l’altro quando si vuole comunicare con lui, che sia un altro animale umano o un altro animale di altra specie, quali sono i nostri cani.

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231114-CinofiliaCorgi (2)Cercare di capirlo e ascoltarlo su tutti i fronti: come si pone con noi a livello gestuale, espressivo ed emotivo.

In questo modo si possono porre le basi per poter stabilire un rapporto di empatia con lui, si può iniziare a capire cosa ognuno prova, quali sono le sue emozioni, cosa ci vuole “dire” e cosa ha bisogno da noi e noi da lui.

In questo modo saremo in grado di creare rapporti corretti che ci permettono di relazionarci nel migliore dei modi sia tra noi umani che tra noi e i nostri cani.

Cane e uomo sono infatti entrambi animali sociali, che da millenni ormai vivono e si sono evoluti sempre più a stretto contatto tra loro.

La comunicazione tra individui sia a livello inter-specifico che intra-specifico è un elemento fondamentale per la vita di società, per questo è importante conoscere e cercare di comprendere quali possono essere i  modi migliori e i comportamenti da usare quando ci relazioniamo con gli altri, a quali elementi è importante porre attenzione e quali aspetti considerare.

È stata per me una giornata importante che mi ha permesso di conoscere nuove persone, stare a contatto con gli altri, umani e animali, condividere emozioni, pensieri, idee, esperienze. Un’occasione per riflettere sull’importanza dell’interazione, del contatto e del rapporto con gli altri; l’importanza di stare con gli altri e di vivere al meglio i nostri rapporti, per conoscere meglio gli altri ma anche e soprattutto noi stessi.

Grazie a tutti i presenti che hanno partecipato e condiviso con me questi momenti, alla prossima! :)

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By Sara Maffi

Riferimenti e Contatti:

http://francopinna1970.spaces.live.com

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Natura, Indagine, Scienza

La Natura è affascinante e la Scienza può essere un utile strumento che permette all’uomo di scoprirla. Citando alcuni passi del libro “L’Aggressività” di Konrad Lorenz, leggiamo:

<<…Ma ogni domanda alla quale si possa dare una risposta ragionevole è lecita, ed è inammissibile che il valore e la bellezza di qualsiasi avvenimento naturale possano venir pregiudicati a volersi rendere conto del perché questo sia fatto così e non altrimenti.
L’attitudine dello scienziato non può venir meglio espressa che in questa succinta formula di Willam Beebe: “L’essenza delle cose val certamente un’ indagine; ma è il loro perché a dar valore alla vita“.
L’arcobaleno non è diventato né meno commovente né meno bello perché abbiamo imparato a capire le leggi di rifrazione della luce […] 
Ma fra il vedere e il poter dimostrare una differenza ci corre, quella che cioè divide l’ arte dalla scienza.>>. 
Rainbow

La Scienza è però uno strumento potente che può anche diventare diventare pericoloso nelle mani dell’uomo:

<<..L’aggressione intra-specifica degli animali consegue ben difficilmente esiti mortali. I rappresentanti di una stessa specie (il fenomeno riguarda in modo particolare i vertebrati) combattono tra loro per la gerarchia, il territorio o la femmina. In generale, tuttavia, questi conflitti presentano una caratteristica davvero stupefacente, e che ne limita enormemente la pericolosità, sono, cioè, “ritualizzati”. Un comportamento aggressivo “ritualizzato” è formato da un insieme di elementi abbastanza stereotipati e convenzionalizzati, come grida, esibizioni di parti corporee a effetto terrifico, movimenti alterni di avvicinamento, fuga, accerchiamento, atteggiamenti di minaccia o di resa incondizionata; ben difficilmente le armi micidiali dei contendenti, zanne, artigli, corna ecc. sono impiegate per uccidere… Sembra che parallelamente al formarsi di strutture morfologiche ad alto potenziale offensivo, come per l’appunto, le zanne e gli artigli, siano comparse nell’evoluzione delle inibizioni che ne “regolamentano” l’uso… Queste inibizioni hanno, quindi, un valore enorme per la conservazione della specie. Nell’uomo le cose sono andate ben diversamente. Le sue guerre sono caratterizzate da un processo di progressiva “deritualizzazione” e quindi da uno spaventevole aumento di pericolosità… Le armi dell’uomo sono un prodotto tecnologico, un oggetto realizzato sul ritmo del tempo storico, enormemente accelerato rispetto al tempo evolutivo. Noi siamo, nell’impiego delle armi, degli animali quasi totalmente “disinibiti” a livello istintuale.

[…] Si rinfaccia oggi molto spesso alla scienza di aver richiamato terribili pericoli sull’umanità, avendole dato troppo potere sulla natura… La minaccia che pesa sull’umanità attuale non è tanto la sua potenza nel governare fenomeni naturali quanto la sua impotenza nel dirigere ragionevolmente processi sociali>>.

Il libro è stato pubblicato nel 1963, ma direi che queste riflessioni possono essere tutt’ora valide per la realtà dei giorni nostri.Come si evolverà il nostro progresso? Saremo in grado di utilizzare correttamente la Scienza e di non farci sopraffare dalle nostre stesse armi, apprezzando ed usando al meglio quello che la Natura ci ha dato?

DOMESTICO, ADDOMESTICATO, SELVATICO & Co…

Oggi parliamo di domesticazione negli animali.

Che cos’è la domesticazione? Cosa si intende per animale domestico? Che differenze ci sono tra i vari termini come animale addomesticato, selvatico ecc.?

Vediamo un po’ di riflettere e dare delle definizioni.

Iniziamo con alcune definizioni di DOMESTICAZIONE:

1) La domesticazione è una condizione in cui l’allevamento, la cura e l’alimentazione degli animali sono più o meno controllati dall’uomo. Una popolazione è resa domestica dalla situazione di cattività e da pratiche di allevamento (Bokony, 1969; Hale, 1969; Clutton-Brock, 1977).

 2) La domesticazione è un processo evolutivo che implica un adattamento genotipico ad una situazione di cattività (Price e King, 1968).

3) La domesticazione è un processo attraverso il quale una popolazione animale  si adatta all’uomo ed ad una situazione di cattività attraverso una serie di modificazioni genetiche che avvengono nel corso di generazioni e attraverso una serie di eventi di adattamento prodotti dall’ambiente e ripetuti per generazioni (Price, 1984).

Cosa  intendiamo invece per:

ANIMALI SELVATICI:

Animali che vivono in libertà nel loro ambiente naturale senza essere influenzati dall’uomo.

ANIMALI AMMANSITI:

Sono animali che, attraverso l’esperienza, hanno imparato a non avere paura dell’uomo e riconoscono l’ uomo come una fonte di protezione e di cibo. Non sono direttamente controllati, ossia non vengono allevati dall’ uomo e sono ancora sotto la selezione naturale.

ANIMALI ADDOMESTICATI:

Quegli animali resi più o meno docili e trattabili dall’uomo che sono direttamente gestiti, ossia vengono allevati dall’uomo. La loro riproduzione però non è controllata dall’uomo ma dipende ancora dalla selezione naturale.

Possiamo quindi notare che, ciò che distingue e fa sì che una specie animale possa essere considerata DOMESTICA, è la SELEZIONE ARTIFICIALE operata dall’uomo. L’uomo interviene direttamente e controlla la RIPRODUZIONE di questi animali.

In questo modo gli animali DOMESTICI hanno sviluppato determinate caratteristiche morfologiche, fisiologiche, comportamentali e genetiche per le quali differiscono dai loro progenitori selvatici.

“Domestication is more than Taming” = La domesticazione è più dell’addomesticamento (Darwin, 1859 e 1868)

La DOMESTICAZIONE è quindi un PROCESSO EVOLUTIVO GRADUALE che è difficile da misurare. Può essere considerata come il risultato di un ADATTAMENTO ossia quel “Processo di cambiamenti che di generazione in generazione porta gli organismi ad adottare meccanismi morfologici, fisiologici e comportamentali idonei per la sopravvivenza e la riproduzione” (Mainardi, 1992). Se questi cambiamenti sono ereditabili, si può parlare di ADATTAMENTO EVOLUTIVO.

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Si possono prendere in considerazione delle CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI che rendono una specie più PREDISPOSTA ad essere resa domestica:

socialità elevata, con ordine gerarchico: ossia quelle specie che vivono in gruppi e tendono a formare delle gerarchie sociali al loro intero.

Imprinting e impregnazione: la caratteristica di quegli animali che, se vengono a contatto con l’uomo nelle loro prime fasi di vita, tendono a sviluppare maggior confidenza nei confronti di esso mostrando quindi meno fenomeni di aggressività o paura.

promiscuità sessuale: quelle specie i cui maschi e femmine non hanno difficoltà a vivere in gruppo.

bassa o scarsa territorialità.

alimentazione non specializzata (onnivora o vegetariana): specie quindi che riescono ad adattarsi a un’alimentazione fornita dall’uomo o che non entrano in competizione con le fonti di nutrimento dell’uomo.

adattabilità ad ambienti diversi: sono di conseguenza portati a soffrire meno stress dato da nuove condizioni di vita per loro non naturali e si adattano più facilmente alla nuova situazione.

-buona indole: specie non troppo paurose (breve distanza di fuga dall’uomo) e specie non tendenti all’aggressività.

-agilità limitata: permette all’uomo di avere un maggiore controllo dei soggetti.

precocità: quelle specie il cui intervallo tra generazioni è contenuto. In questo modo la selezione artificiale può agire più velocemente.

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Le specie animali che sono state DOMESTICATE dall’uomo appartengono tutte a due classi:

MAMMIFERI: artiodattili, perissodattili, roditori e lagomorfi

UCCELLI: anseriformi, colombiformi e galliformi

 Alcune tra le principali specie domestiche:

-CANE (Canis familiaris)14.000-12.000 a.C. Nord America, Europa, Asia

-CAPRINI (Capra aegagus) 8000 a.C. Medio Oriente

-OVINI (Ovis orientalis) 7200 a.C. Medio Oriente, Sud-est Europa

-BOVINI (Bos primigenius) 7000 a.C. Grecia-Turchia (Europa), Iran

-SUINI (S.s. cristatus, S.s. vittatus) 7000 a.C. Asia, Europa

-EQUINI (Tarpan, Przewalski) 4000-2500 a.C. Ucraina, Cina, Asia Centrale

-GATTO(Felis libica, F. silvestris) 3000-2000 a.C. Africa (Egitto), poi Europa

-POLLI (Gallus gallus) 2000 a.C. Asia

-CONIGLIO (Oryctolagus cuniculus) 100 a.C. Europa (Italia)

-CERVI (Cervus elaphus) 2000 d.C. Nuova Zelanda, Europa(Scozia)

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

“Introduzione all’etologia” – Klaus Immelmann

“On the Origins of species by means of Natural Selection” – Darwin, 1859

“The Variation of Animals and Plants under Domestication” – Darwin, 1868

“Man-made dogs” –  Clutton-Brock, 1977

“Behavioral aspects of animal domestication” –  Price E.O., 1984

“Domestication and adaptation” –  Price E.O., King J.A., 1968

“Domestication and the evolution of behavior” –  Hale E.B., 1969

“Archaeological problems of recognizing animal domestication” – Bokonyi S., 1969

“Dizionario di etologia” – D. Mainardi, 1992

 

Dott.ssa Sara Maffi

Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali

Specializzata in Interazione Uomo-Animale

Il Cucciolo

Oggi parliamo di… cuccioli!

Il cucciolo di cane: quali sono le sue prime fasi di vita?

In questo articolo elencherò e descriverò, in sintesi, nel modo in cui vengono comunemente suddivise, le prime fasi di vita di un cucciolo.

La vita del cucciolo inizia dal concepimento, ossia da circa 63 giorni prima della nascita.

Distinguiamo qui una prima fase: 1) PRE-NATALE (da -63 giorni circa a 0).

In questa fase avvengono già degli scambi di informazioni tra la madre e i feti. È un periodo importante per la madre e per i futuri cuccioli che nasceranno in quanto l’eventuale stress materno e le condizioni di vita della madre possono avere ripercussioni sulle caratteristiche future dei cuccioli.

Si passa poi alla successiva fase: 2) NEO-NATALE, che va dalla nascita e comprende circa le prime due settimane di vita dei cuccioli (da 0 a 14giorni circa).

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Per prima cosa c’è da dire che il cucciolo di cane è una specie “altricial”, ossia alla nascita è completamente dipendente dalla madre, non sa mantenere la temperatura corporea ed è quindi sensibile alle variazioni della temperatura ambientale, non vede e non sente ancora in quanto deve ancora completare lo sviluppo fisico e neuronale.

La madre dovrà quindi prendersi cura dei cuccioli: provvederà ad esempio alle loro evacuazioni leccando i cuccioli e al loro nutrimento: le poppate in questa fase avvengono ogni circa 3-4 ore.

I cuccioli in questo periodo hanno una prevalenza del comportamento di sonno (90% del tempo circa). Si orientano verso le fonti di calore e avanzano strisciando.

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Uno degli elementi importanti di questo periodo è l’ Attaccamento Materno, è in questa fase infatti che la madre sviluppa l’attaccamento ai cuccioli (nelle prime 24 ore dalla nascita). Tutto ciò che limita i contatti coi suoi piccoli  le causa uno stato di disagio.

In questa fase però l’ attaccamento non è ancora reciproco.

Nella terza settimana di vita dei cuccioli si ha la terza fase, la cosiddetta 3) FASE DI TRANSIZIONE.

In questa settimana si ha un rapido sviluppo a livello fisico e del sistema nervoso (apertura degli occhi intorno al 14° giorno circa e sviluppo della retina,  comparsa dell’udito intorno ai 20 giorni).

Dalla totale dipendenza dalla madre, i cuccioli iniziano una parziale indipendenza da essa. Dalle tre settimane i cuccioli escono dal nido per le loro evacuazioni che non vengono più stimolate dalla madre. Inizia, in modo graduale, il passaggio all’ alimentazione tipica dell’adulto (dal 20° giorno circa inizia l’eruzione dei denti e i cuccioli cominciano ad assumere cibo solido).

Si sviluppano le capacità motorie di coordinazione e movimento (già dal 12° giorno il cucciolo può iniziare a reggersi sulle zampe) in relazione allo sviluppo delle capacità sensoriali. I cuccioli iniziano così l’ATTIVITÀ ESPLORATIVA.

In seguito si distingue la fase 4) FASE DI SOCIALIZZAZIONE che va da circa la 3/4 settimana fino a circa la 10/12 settimana.

Questo periodo viene a sua volta distinto tra:

PERIODO DI SOCIALIZZAZIONE CANINA (3/4 settimana circa fino circa 7 settimana): dalle 3 alle 8 settimane d’età i cani imparano ad interagire meglio con altri cani (socializzazione intraspecifica).  Avviene in questo periodo l’identificazione di specie: non avendo una cognizione innata della propria specie devono apprendere di essere cani.  Dopo le 17 settimane il cane allevato in isolamento perde la disposizione a giocare con cani estranei. La mancanza di contatti con altri cani in questo periodo porta ad errori nell’identificazione della specie di appartenenza.

PERIODO DI SOCIALIZZAZIONE CON L’UOMO (7 settimana circa fino 10/12 settimana circa): questo attaccamento o socializzazione interspecifica non ha le stesse caratteristiche dell’identificazione di specie. Viene acquisito facilmente ma richiede rinforzi perché permanga. Non è generalizzato a tutti gli individui della specie ma è limitato alle caratteristiche individuali (uomo, donna, bambino, bianco, nero, con barba etc).

In questo periodo i cuccioli, poco per volta, conoscono gli altri cani, conoscono le persone, i luoghi e le cose.

Elementi importanti di questo periodo sono il GIOCO SOCIALE, l’acquisizione degli “autocontrolli” come l’ INIBIZIONE DEL MORSO, si sviluppano i sistemi di comunicazione e la madre contribuisce alla disciplina dei cuccioli.

Verso le 5 settimane la madre non permette più facilmente ai cuccioli di avvicinarsi alle mammelle, inizia lo svezzamento. In alcune femmine la secrezione lattea termina intorno alla 7° settimana.

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In questa fase aumenta l’attività di ESPLORAZIONE dei cuccioli: entrano in contatto con l’uomo e altri animali, esplorano i luoghi e conoscono nuove cose.

Altro elemento importante di questo periodo è l’ ATTACAMENTO DEL CUCCIOLO: i cuccioli si attaccano alla madre a partire già dalla 3°settimana, in questo periodo lo sviluppo dei cuccioli  è nel cosiddetto “periodo sensibile”, che corrisponde ad un momento particolare dello sviluppo del Sistema Nervoso Centrale.

Le nuove strutture sensoriali che si sviluppano in questo periodo infatti, permettono ai cuccioli di raccogliere nuove informazioni sulla madre. Memorizzano progressivamente la forma del corpo, gli odori e le caratteristiche sonore della madre.

La madre viene così percepita come un PUNTO di RIFERIMENTO RASSICURANTE.

Nel loro comportamento di esplorazione i cuccioli tengono la madre come punto di riferimento sicuro a cui tornare: i cuccioli attuano l’ esplorazione attraverso ripetuti “va e vieni” (esplorazione a stella) dalla madre, in questo modo esplorano e familiarizzano con il mondo che li circonda.

Durante questo periodo di sviluppo neuronale c’è una maggiore plasticità delle connessioni neuronali, ogni individuo impara a conoscere e ad accettare gli aspetti del suo ambiente sociale e fisico che riconosce come “normali”. È perciò probabile che reagisca con paura ad eventi nuovi che si presentano successivamente a questo periodo.

È quindi importante che in questo periodo ai cuccioli venga data la possibilità di entrare in contatto con un ampio numero di stimoli, situazioni ed elementi con cui potrà avere a che fare in futuro.

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Si passa poi al successivo periodo: 5) FASE GIOVANILE (dalla 12° settimana circa fino alla MATURITÀ SESSUALE).

Si distingue tra Maturità Sessuale a livello fisico che può avvenire tra il 6° e il 9° mese e Maturità Sociale che si può avere tra i 18 e i 36 mesi (variabilità tra razze, individui, esperienze differenti ecc.).

Da qui in poi ha inizio l’ultima fase: 6) FASE ADULTA. I nostri “cuccioli” hanno così completato la loro crescita e vengono ora considerati dei CANI ADULTI.

Questa suddivisione non va considerata in modo rigido, ci possono essere infatti variabilità che dipendono dalla razza, dalle diversità individuali, da diverse esperienze ecc.

È però importante tenere presente che questi periodi, definiti anche “fasi sensibili”, sono momenti in cui l’animale è particolarmente sensibile all’apprendimento di associazioni relativamente stabili e durature nel tempo. Se l’animale non è esposto a stimoli appropriati durante questi periodi, potrà non sviluppare l’appropriato, o desiderato, repertorio comportamentale. È perciò importante consentire ai cuccioli di confrontarsi con gli stimoli appropriati nei periodi in cui sono recettivi, altrimenti i cani potranno sviluppare problemi nel loro comportamento futuro.

TESTI CONSULTATI:

-“Terapia comportamentale del cane e del gatto”- Horwitz D.F.

-“Il comportamento degli animali domestici” – K.A. Houpt

-“Cani Si Nasce, Padroni Si Diventa” – Patrick Pageat

-“A Tu Per Tu Con Il Cane” – Eberhard Trumler

-“Tutto sulla Psicologia del cane” – Joël Dehasse

 

Dott.ssa Sara Maffi

Laureata in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali

Specializzata in Interazione Uomo-Animale

4 Ottobre-GIORNATA MONDIALE DEGLI ANIMALI

Oggi è la giornata Mondiale degli Animali,

colgo l’occasione per ricordare gli animali che ora non ci sono più e che sono stati più importanti nella mia vita:

il mio cane Dick, fedele compagno per 14 anni e mezzo

Dick

e la mia cavalla Be My Foxy Girl, detta Foxy, che mi ha regalato 7 anni speciali.

Foxy

E voi lettori, avete un animale che volete ricordare in particolare?

Scrivetemelo nei commenti! :)

A presto,

Sara

Emozioni

Cos’ è un’emozione?

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi. In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente. Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche). Si differenziano quindi dai sentimenti e dagli stati d’animo. Secondo la teoria centrale di Cannon-Bard, lo stimolo che scatena l’emozione (che può essere un evento, una scena, un’espressione del volto, un particolare tono di voce…) viene elaborato all’inizio dall’encefalo, in particolare dall’ amigdala  che provoca una prima reazione autonomica e neuroendocrina con la funzione di mettere in allerta l’organismo. In questa fase l’emozione determina quindi diverse modificazioni somatiche, ad esempio la variazione delle pulsazioni cardiache, l’aumento o la diminuzione della sudorazione, l’accelerazione del ritmo respiratorio, l’aumento o il rilassamento della tensione muscolare. Lo stimolo emotigeno viene contemporaneamente inviato dal talamo alle cortecce associative, dove viene elaborato in maniera più lenta ma più raffinata. A seguito di questo, viene emessa un tipo di risposta considerata più adeguata alla situazione. Le emozioni, quindi, inizialmente sono inconsapevoli; solo in un secondo momento noi “proviamo” l’emozione, abbiamo cioè un sentimento. Normalmente l’individuo che prova una emozione diventa cosciente delle proprie modificazioni somatiche (si rende conto di avere le mani sudate, il battito cardiaco accelerato, etc.) ed applica un nome a queste variazioni psicofisiologiche (“paura”, “gioia”, “disgusto”, ecc.). Replicando gli studi compiuti da Charles Darwin nel libro “L’espressione delle emozioni negli uomini e negli animali” (1872), lo psicologo americano Paul Ekman ha confermato che una caratteristica importante delle emozioni fondamentali è data dal fatto che vengono espresse universalmente, cioè da tutti in qualsiasi luogo, tempo e cultura attraverso modalità simili. Come suggerisce il titolo del libro di Darwin, anche gli animali provano emozioni: hanno circuiti neurali simili, hanno reazioni comportamentali simili e le modificazioni psicofisiologiche da essi sperimentate svolgono le stesse funzioni. Allo stato attuale non è possibile affermare che gli animali provino anche i sentimenti, perché ciò richiederebbe che abbiano una forma di coscienza.

“Tutti i mammiferi sono esseri senzienti che condividono la stessa architettura neuronale che sottende alle loro vite emotive e che esperiscono un ampio spettro di emozioni, inclusa la capacità di sentire dolore e di soffrire. Affermare che gli animali sono intelligenti o che hanno vite emotive molto ricche e profonde non costituisce affatto un tentativo di ‘umanizzarli’. Invero, quando poniamo davvero attenzione alla teoria evolutiva e all’ idea di Charles Darwin riguardo alla continuità evolutiva, vediamo che noi esseri umani non siamo gli unici esseri intelligenti, senzienti ed emotivi” -Marc Bekoff, “Emotività Animali”.
Le emozioni sono quindi un ambito molto importante della vita di tutti gli animali. Tanti aspetti sono tuttora oggetto di studi e ricerche che coinvolgono diverse discipline scientifiche e non (etologia, fisiologia, biologia, filosofia, psicologia, neurologia…), ci sono ancora tante cose da scoprire sia per gli umani che per tutti gli altri animali… Nel frattempo si può ritenere le emozioni degli elementi essenziali per la vita di tutti gli animali sia a livello fisiologico che mentale. Penso che le emozioni arricchiscono le nostre vite e le nostre esperienze. Spesso sono sensazioni indescrivibili, sia le emozioni positive che quelle negative. Possono durare anche solo un attimo che però rimane segnato nella nostra mente e nella nostra esistenza. Tutti proviamo tutti i giorni delle emozioni, non sempre diamo la stessa importanza a tutte, alcune possono passare “inosservate”, altre invece possono segnare o cambiare la nostra giornata, sia in positivo che in negativo. Anche gli altri animali, come detto e come possiamo sperimentare in prima persona quando abbiamo a che fare con loro, provano emozioni e spesso quando interagiamo  con loro ce ne possono trasmettere e far provare tantissime. Chi ha un animale domestico in casa lo saprà bene! Quante e quali emozioni vi danno i vostri o altri animali?Ce n’è una che vi è rimasta in mente e ricordate in particolare? Sia positiva che negativa… Raccontatelo nei commenti! ;D Intanto inizio col raccontarvi la mia! 😉

 

-L’altro giorno sono andata a trovare di nuovo, dopo un mese che non la vedevo, Chloe, la cucciola di Boxer di 10 mesi a cui ho fatto da dogsitter nel mese di agosto e che ha arricchito le mie vacanze casalinghe con tante passeggiate in campagna caratterizzate da tante corse sfrenate nei campi, salti nelle pozzanghere, giochi e tanto relax e divertimento.  

Prima di andare mi chiedevo “chissà se mi riconoscerà subito, cosa farà” ecc…Mi era mancata e non vedevo l’ora di rivederla. Bè, appena arrivata è stato un attimo che mi è però rimasto impresso. 

Suono il campanello, si apre la porta, esce il proprietario e poi…vedo lei che balza fuori e, senza nessuna esitazione, si fionda letteralmente fuori dalla porta correndomi incontro festosa! Che dire, è stata indescrivibile la gioia che ho provato in quel momento! Sarà, ma non me lo aspettavo …direi che ci sanno sempre sorprendere! :) I proprietari stessi mi hanno detto “no no, non fa sempre così! Ti ha sentita subito!”.

C’è da dire che è una cagnolina portata a “fare tante feste”, appena arrivavo, presagendo già il momento della passeggiata, mi correva incontro gioiosa.

Tutto l’entusiasmo di ieri però non me lo aspettavo comunque: un piccolo attimo che ha fatto sì che una mia giornata qualunque si trasformasse in una giornata da ricordare :)

Non posso sapere cosa passava nella sua testa in quei momenti, mi piacerebbe però pensare che quella reazione sia stata almeno un segnale che il tempo trascorso con me e le scorribande fatte insieme siano stati momenti felici anche per lei, che le sono in qualche modo rimasti in mente e che mi ricordi in modo positivo come mostrato da quelle manifestazioni positive.-
emozioniChloe
Sarò esagerata o troppo immaginaria nell’ interpretazione? Chi lo sa!
Speriamo che presto si possa scoprire qualcosa di più concreto per poter fare interpretazioni più accurate degli stati degli altri animali.
Nel frattempo, scrivetemi i vostri racconti! 😉

 

Saluti a tutti e alla prossima puntata!
By Sara

 

BIBLIOGRAFIA

http://it.m.wikipedia.org/wiki/Emozione