A Fairy Dog

Una delle tante leggende nate su questo “piccolo magico cane” narra che questa razza ebbe origine nelle colline del Galles quando gli abitanti del “piccolo popolo” delle fate e degli gnomi lo donarono agli abitanti dei villaggi. Le fate e gli elfi della zona usavano questo cane per i loro lavori: trainare carrozze, lavorare col bestiame e come destrieri per i guerrieri.

CorgiFairy

Spesso viene definito come “cane grande in un corpo piccolo”: ha una caratteristica testa da volpe, zampe piuttosto corte e può essere con o senza coda.

L’aggettivo “piccolo” va riferito però solo alla sua taglia, infatti il carattere è quello di un cane grande, di un cane da lavoro. È un cane vivace, curioso ed intelligentissimo.

Di chi sto parlando? Del Welsh Corgi.

Chi lo conosce? In effetti in Italia non è una razza così diffusa ma tanti forse lo avranno già sentito nominare come “il cane della regina”.

CorgiQueen

La regina d’Inghilterra, Elisabetta, infatti, ne possiede fin da quand’era bambina, il primo le fu regalato da suo padre, Re Giorgio VI. Nel 1933, l’allora duca di York, poi re Giorgio VI, acquistò un cucciolo di questa razza, Rozavel Golden Eagle e lo regalò alla figlia Elisabetta. Il cane venne ribattezzato Dookie e conquistò immediatamente il cuore della famiglia reale. A questo primo soggetto se ne aggiunsero presto molti altri dando vita all’allevamento della famiglia reale conosciuto con l’affisso Windsor.

Il Welsh Corgi viene distinto in due razze: il “Cardigan” ed il “Pembroke”. I nomi delle due razze distinguono i luoghi di origine. “Welsh” significa “gallese”, “Corgi” è una parola composta da “cor”, che significa riunire, raccogliere, tenere insieme (riferito appunto al lavoro svolto da questi cani nel riunire le mandrie dei pastori) e “gi” che significa “cane”; i nomi successivi indicano la zona: Pembroke si riferisce alla Contea del Pembrokeshire, Cardigan a quella del Cardiganshire.

Le origini di questo cane sono tutt’ora incerte. Non è ancora stato esattamente stabilito quando e come questa razza sia stata introdotta in Inghilterra. Alcuni sostengono che il Corgi Pembroke sia imparentato con il Västgötaspets (Swedish Vallhund), razza svedese da pastore, che presenta numerosi aspetti simili, importata nell’isola britannica dai Vichinghi.Secondo altri, invece, l’origine del Corgi è autoctona, in quanto in Inghilterra si è trovata notizia in documenti storici del X secolo di un “curre” o “cur dog”, vocabolo che significa appunto cane da lavoro e il cui suono è molto simile alla pronuncia gallese del termine Corgi.

La zona di origine e di maggior diffusione della razza è il Pembrokeshire nel Galles. Il nome gallese del Pembroke è “Ci Sodli”, che significa garretto, per indicare la sua caratteristica abitudine di mordere i garretti ai bovini. Nelle fattorie gallesi infatti il Corgi svolgeva il compito di vero e proprio cane da pastore: guidava la mandria al pascolo, la sorvegliava di notte, riconduceva nel gruppo i soggetti che si allontanavano e accompagnava il pastore durante il trasferimento del bestiame al mercato stando pronto a difenderlo dai numerosi pericoli frequenti nelle zone selvagge.

La caratteristica di mordere i garretti era utile nella guida dei bovini, ma si rivelava un errore se applicata alle pecore. Fu così che nel 1880 i pastori del Cardiganshire, per ovviare a questo problema, pensarono di incrociare il Corgi con il Welsh Collie, altra razza da pastore utilizzata nel Galles: da questo incrocio si ritiene abbia avuto origine la varietà Cardigan, che conserva tra le sue caratteristiche il mantello blue merle comune appunto a tutte le varietà della razza Collie.

CorgiCardiganCardigan Welsh Corgi. Credit: © Sally Anne Thompson/Animal Photography

Qualunque sia stata la sua origine, oggi il Corgi lo possiamo trovare ancora come cane da lavoro anche se in maniera molto ridotta rispetto a un tempo. Oltre che come cane da pastore questo cane ha infatti diverse capacità lavorative: è un ottimo cacciatore di topi e conigli e talvolta anche di fagiani e pernici, può essere addestrato all’obbedienza e alle prove di agility e resta per natura un ottimo cane da guardia. Anche i soggetti cosiddetti “da esposizione” mantengono inalterate queste caratteristiche.

Spesso comunque può essere più frequente trovare questa razza come cane da compagnia: le sue dimensioni ridotte fanno sì che possa essere un compagno ideale anche in casa, è un cane che si adatta facilmente sia alla vita di città sia a quella di campagna ed è molto adatto alla vita di famiglia.

Non necessita di attività fisica particolarmente intensa, anche se è piuttosto difficile stancarlo. Il suo pelo corto poi non richiede cure eccessive e costituisce un’ottima protezione contro il freddo e l’umido, in quanto dotato di un fitto sottopelo. Sono cani che si possono distinguere per la loro fedeltà, intelligenza, versatilità e addestrabilità. Amano imparare e sono desiderosi di compiacere i loro proprietari. Hanno un’agilità naturale che gli consente di essere addestrati a diverse discipline come obedience, agility, herding.

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La loro personalità può presentare un’ampia gamma di sfumature, da quello più “spiritoso” e “giocherellone” a quello più “riflessivo” e “serioso”.

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Sono insomma dei cani dalle molte e svariate qualità, dei piccoli grandi cani tutti da scoprire.

Non so voi ma a me questi cani, non so come, non so perché, hanno letteralmente affascinata e conquistata solo vedendoli e mi immagino che bello sarebbe se e quando potrò averne uno, o almeno uno! Ahahah

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E voi invece? Avete un cane? C’è un cane che vi ha conquistato in particolare? Una razza specifica o un meticcio? Uno alto o uno basso? uno piccolo o uno grande? uno allegro o uno tranquillo? Ok, mi fermo qui… ma direi che appunto ogni cane, che sia di razza o meticcio, ha le proprie svariate caratteristiche.

Ciò che conta è che, una volta che ci ha per così dire conquistati e decidiamo di prenderne uno come nostro compagno, non lo lasciamo più. Lui saprà di certo come dare un tocco in più alle nostre vite se gli daremo la possibilità di farlo, rispettando quelle che sono le sue caratteristiche e necessità.

E ora la parola a voi lettori: scrivetemi pure i vostri racconti, esperienze e preferenze! :)

By Sara Maffi

BIBLIOGRAFIA

http://www.welshcorgi.it

http://www.agraria.org/cani/welshcorgicardigan.htm

http://issuu.com/enci/docs/inc201111/10#/signin

http://it.wikipedia.org/wiki/Welsh_corgi_(Pembroke)

http://it.wikipedia.org/wiki/Welsh_corgi_(Cardigan)

Crediti immagini:

http://www.thedailycorgi.blogspot.it/2014/09/twelve-ways-royal-corgis-have-it-better.html

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8d/Pembroke_Welsh_Corgi_agility.jpg

http://www.walkinginhighcotton.net/wp-content/uploads/2010/05/corgi-herding.jpg

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2 commenti su “A Fairy Dog

    • Sara Maffi il said:

      Grazie, Mi fa piacere!!! :)
      certo…ci sarebbe moltissimo da dire…sono bene accette anche esperienze e testimonianze personali dagli allevatori e dai proprietari 😉

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